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Design per la casa in vetrina a Parigi

Design per la casa in vetrina a Parigi

Qualcuno, tra i professionisti del settore, si lamenta: troppi appuntamenti, tra fiere e design week, dedicati al mondo della casa e dell’arredamento. Troppi, sovrapposti, e in luoghi differenti. All’impossibilità materiale di essere contemporaneamente in luoghi differenti, si aggiunge la crisi, che costringe le aziende a scegliere, per motivi di budget, dove esporre o dove recarsi per cercare nuove tendenze e proposte.
E molti – quest’anno – hanno scelto Parigi, dove fino a martedì è in corso MaisonObjet e dove, da domani, partono le danze della Paris Design Week, in scena fino al 16 settembre. Tra appuntamenti istituzionali all’interno del salone ed eventi più «glamour» sparsi nelle showroom, nei negozi e nelle gallerie della città, Parigi si presenta davvero come un’aspirante «capitale del design», titolo che però – a scanso di equivoci – rimane saldamente nelle mani di Milano, che con il suo Salone internazionale in programma ogni anno ad aprile, non ha davvero rivali. Più difficile per un altro salone milanese (il Macef) reggere il confronto con la fiera parigina, che propone la stessa tipologia di prodotto, ma ha un respiro decisamente più internazionale, sia tra gli espositori, sia tra i visitatori.
La quasi coincidenza delle date tra i due saloni ha costretto molti a sceglierne uno solo (come Emu, storico marchio dell’outdoor made in Italy, che ha preferito un mega-stand a Parigi) e altri a dividersi tra i due, come la Matteograssi, che a Milano espone con il brand omonimo, mentre a MaisonObjet è presente con il marchio Bonacina.
Ma a Parigi salta soprattutto agli occhi il tripudio di marchi in arrivo dall’Europa centrale e settentrionale (moltissimi gli scandinavi, da Marimekko a Iitala, da Normann Copenhagen a Muuto, oltre a belgi e tedeschi) e dall’Estremo Oriente, Giappone in testa, seguito da un numero ancora ridotto ma significativo, di brand giovani e molto interessanti in arrivo da Hong Kong , Taiwan e Corea del Sud (Paesi peraltro rappresentati nella sezione «Talents à la carte», dedicata ai giovani designer).
Gli italiani restano però la presenza straniera più consistente, sia in termini di visitatori (il 15% nell’edizione di gennaio scorso), sia di espositori, con firme importanti come Alessi, Guzzini, Bonacina, Emu, Mastro Raphaël, oppure giovani come Skitsch (che ha presentato il prototipo della sua prima proposta di arredo, la cucina portatile Critter).
Poche, in generale, le novità assolute (che le aziende preferiscono in genere lanciare in aprile, al Salone del Mobile di Milano), ma resta il piacere di un clima vivace e internazionale che, almeno per qualche giorno e nonostante l’indubbio calo di partecipazioni e presenze, per qualche giorno fa tirare un sospiro di sollievo a un comparto profondamente colpito dalla recessione in corso.

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Alessi | Bonacina | Guzzini | Milano | Mostre | Parigi | Paris Design Week | Skitsch