«La creatività e la ricerca in Finlandia occupano il 10% della forza lavoro», spiega Pekka Timonen mentre affonda il cucchiaio in un dolce alla crema servito in un piatto di puro design scandinavo. Timonen è il direttore esecutivo dell’Helsinki World Design Capital 2012, il progetto che vede quest’anno la più importante città finlandese rappresentare l’International Council of Societies of Industrial Design (Icsid). Quest’ultimo sceglie una città ogni due anni: nel 2008 era stata Torino, nel 2010 Seul e nel 2014 toccherà a Cape Town.

GALLERY

Helsinki capitale del design 2012

Helsinki capitale del design 2012

Per quest’anno, a Helsinki e in altre quattro città finlandesi sono previsti 50 milioni di euro di investimenti per oltre 300 nuovi progetti creativi (21 le aziende che fanno di questa iniziativa una delle più importanti cooperazioni nazionali tra pubblico e privato nella loro storia). «La crisi economica del ’92 ha confermato che l’unico modo per progredire economicamente e umanamente è investire nella ricerca», sottolinea Timonen.

Basta fare un giro per la capitale, entrare nei curatissimi negozi di moda, accessori e, soprattutto, complementi d’arredo, per capire come mai il «New York Times» l’abbia inserita fra le tre città da visitare quest’anno, e la rivista inglese «Monocle» incoronata città più vivibile del mondo. Se si considera che i finlandesi sono meno di 6 milioni, si comprende quanto sia grande, in proporzione, il numero di 200 aziende attive nel settore ad alti livelli. Il design district cittadino si snoda in un quadrilatero di 25 strade, con dozzine di showroom irresistibilmente attraenti. L’aria che si respira, anche grazie alla delicata socievolezza degli abitanti, è di grande fermento creativo. I due punti vendita più importanti sono il Design Forum Shop e Artek, ma sono numerosi i negozi multimarca che riuniscono la produzione recente e quella ‘iconica’, quest’ultima rappresentata sicuramente dai «tre oggetti che ogni finlandese ha in casa», dice Timonen: il vaso dalla forma ondulata di Alvar Aalto, i bicchieri di Kaj Franck, e le forbici Fiskars.

In particolare quest’ultimo oggetto, le forbici forse più famose al mondo, denota il senso pratico di un popolo che dedica grande attenzione al disegno industriale. «Fin da bambini ci educano a capire che il design può davvero migliorare la vita ‐ aggiunge Timonen ‐: siamo persone pratiche e con un senso estetico minimalista. In Finlandia, nonostante non esistano grattacieli a causa della bassa densità di popolazione, c’è una delle più importanti aziende di ascensori del mondo». Un piccolo esempio, secondo Timonen, di come siano abituati a trovare sempre soluzioni intelligenti, persino a problemi per loro secondari. È il «design thinking» che caratterizza l’approccio, che sia disegno delle organizzazioni sociali, dei servizi o degli oggetti.

Attualmente, più del 25% delle esportazioni dell’industria finlandese deriva direttamente o indirettamente dal design. In Italia sono ben note aziende come Iittala, ultracentenario baluardo della migliore produzione locale di articoli per la casa e in particolare oggetti di vetro, alcuni presenti nelle collezioni dei principali musei del mondo. Quest’anno Iittala ha realizzato una bella linea di bicchieri a stelo corto collaborando con il giovane Matti Klenell, ma tra i grandi designer della casa ci sono anche nomi affermati come Iikka Suppanen o Harri Koskinen, e i maestri del passato come il già citato Aalto. All’ultimo Salone del mobile di Milano si sono fatti notare Woodnotes, brand di tappeti e complementi d’arredo di grande eleganza e attenti all’ecologia, e Inno, con le recenti sedute Kola. Tra i giovani si stanno facendo notare Sebastian Jansson che, nel 2010, ha trovato nel Salone Satellite un ottimo trampolino di lancio per le sue lampade e i suoi sgabelli a dondolo. Mentre Magis, azienda italiana che esporta in tutto il mondo, ha affidato a un designer finlandese, Oiva Toikka, la realizzazione di una linea di mobili per bambini, la Me Too, che ha un dodo come simbolo.

TAGS:
Alvar Aalto | Architettura | Artek | Helsinki | Italia | Magis | Me Too | Oiva Toikka | Pekka Timonen | Sebastian Jansson