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Corriere della Sera

La replica

R ingrazio Gianni Biondillo per la sua lettera, che ho letto con attenzione e interesse, sulla riqualificazione dell’ area ex Enel e, più in generale, sulla qualità della progettazione urbana. Per quanto riguarda l’ area di via Procaccini non posso non ricordare che il relativo piano di riqualificazione è stato approvato dal consiglio comunale praticamente all’ unanimità. SEGUE DA PAGINA 1 Una condivisione da parte dei consiglieri eletti dai cittadini che certamente non può essere ignorata. Nel corso dell’ iter di approvazione non vi è stata alcuna osservazione da parte di cittadini o da parte di associazioni, malgrado l’ espressa possibilità prevista dalla legge. L’ intervento riguarda un’ area di 31 mila metri quadri (dove ci sono molti edifici degradati o in totale abbandono) e prevede non solo la conservazione di tutto ciò che ha valore storico ma anche la sede, nell’ edificio liberty, dell’ Associazione per il disegno industriale (Adi) e del Museo del Design, dove sarà esposta la collezione del Compasso d’ Oro. È già anche iniziata un’ importante opera di bonifica dell’ amianto e sono previste due grandi piazze alberate, spazi verdi e parchi giochi per i bambini. È ben difficile, quindi, pensare che quel luogo possa diventare «un luogo di desolazione», tanto è vero che una partecipata assemblea di cittadini ne ha dato una valutazione positiva. Condivisibile è, invece, quello che mi pare il punto centrale della riflessione di Biondillo e cioè la valutazione complessiva della progettazione e degli interventi urbanistici, compresa la necessità di un impegno comune di tutti i soggetti in campo. Non a caso nella lettera si fa riferimento a molti attori, tra i quali i docenti del Politecnico e le imprese di costruzioni, che possono contribuire a trovare soluzioni, anche innovative, per il domani di Milano. Il tutto, naturalmente, nel rispetto delle norme e delle competenze di ciascuno perché il ruolo di un amministratore pubblico è limitato dalle leggi (basti pensare che in questo momento non è possibile imporre concorsi internazionali su aree private). Anche per questo la giunta ha preso la decisione, difficile ma coraggiosa (prevista dal programma della coalizione oggi al governo della città) di non pubblicare il Piano di governo del Territorio varato dalla precedente Amministrazione, che era stato approvato senza considerare e valutare le migliaia di osservazioni pervenute da cittadini e associazioni. E, nel contempo, la giunta ha anche rivalutato tutti gli interventi in corso, dopo aver ascoltato le zone, per migliorare sia la qualità che i servizi. Tra i numerosi interventi per rendere più bella e vivibile la città, mi limito a ricordare la decisione di abbattere, dopo vent’ anni di inerzia, l’ ecomostro di Ponte Lambro. Quanto fatto in questi mesi dimostra che non subiamo, e non abbiamo alcuna intenzione di subire, scelte altrui, ma che ci stiamo impegnando per realizzare una Milano migliore per noi e per i nostri figli. Giuliano Pisapia Sindaco di Milano

PISAPIA GIULIANO

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(6 gennaio 2012) – Corriere della Sera