Monza – Nasce in villa Mirabello la Casa della poesia di Monza. Non si poteva scegliere luogo più indicato della villa nel parco che fu residenza del cardinal Angelo Maria Durini che qui realizzò un vero cenacolo di poeti e artisti tra cui il Parini, Domenico Balestrieri, Giuseppe Pozzobonelli.

«L’idea di fondare la Casa della poesia di Monza -spiega Antonetta Carrabs, poetessa e presidente di Zeroconfini onlus- nasce dalla volontà di un gruppo di intellettuali al fine di mantenere alto il valore di questo insostituibile veicolo di espressione come la poesia che è base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica e luogo privilegiato tra anime e popoli, al di là di ogni spazio, di ogni tempo, di ogni differenza».

Il Mirabello non sarà la sede fissa della nuova associazione culturale, ma nella villa del parco si svolgeranno eventi, festival letterari e poetici, sarà creato un centro di promozione della poesia di ogni livello, incontri con gli autori, dibattiti,concorsi e festival. «Abbiamo in programma – prosegue Carrabs – la realizzazione di progetti ‘arbor poetici’, che avranno lo scopo di coinvolgere le scuole del territorio attraverso iniziative culturali al fine di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del parco. Vorremmo creare un parco letterario che racchiuda dei percorsi culturali lungo i quali i visitatori possano effettuare soste poetiche di ristoro dell’anima. Un parco letterario che possa diventare un vero punto di riferimento internazionale, riconosciuto e riconoscibile».

Tra i fondatori della casa della poesia oltre ad Antonetta Carrabs c’è Giuseppe Masera, già direttore della clinica pediatrica del San Gerardo di Monza che da sempre sostiene la poesia come tearapia nella cura dei bambini malati di leucemia. Partecipa alla costituzione della Casa della poesia anche il direttore del Consorzio di gestione di parco e Villa reale, Lorenzo Lamperti, Loretta Breda (tesoriera), Donatella Rampado (vicepresidente), Ettore Radice (segretario).

Tra i progetti c’è anche il recupero della biblioteca del cardinal Durini, un patrimonio immenso raccolto tra il 1725 e il 1796, che il Cardinale donò alla biblioteca Braidense, ma che potrebbe tornare nella villa più amata dall’alto prelato.
Rosella Redaelli

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