Ormai che l’argomento bagno, o “servizi” come continuo a chiamarli io, non sia più tabu, è un dato di fatto. Ma ultimamente facendoci caso possiamo notare come il bagno stia diventando anche uno spazio sempre più livable, oggetto di voti e concorsi.

In particolare in America, dove le tendenze arrivano sempre prima e si spingono oltre.
Se a New York c’è chi propone al comune di sviluppare un’application per mappare e dare un voto a tutti i servizi pubblici della città, c’è anche chi ha pensato di istituire l’America’s Best Restroom, un concorso per premiare il bagno più pulito (immacolato), invitante e memorabile del paese: al proposito, ricordo con un po’ d’orgoglio che uno dei miei posti preferiti a Brooklyn, l’Habana Outpost, l’anno scorso si è classificato tra i 10 finalisti grazie ai criteri di green design con cui le toilette sono state progettate.

 

BIKE BATHROOM BENJAMIN BULLINS

 

E ad esempio pochi mesi fa tra le recensioni di un ristorante un commento diceva che, per capire che il posto era pulitissimo, bastava andare in bagno e riconoscere il profumo inconfondibile del sapone al basilico di Mrs. Meyer’s. Cose da maniaci dei dettagli, ma su cui potrei essere d’accordo.

 

 

E infine, più recentemente il Collettivo FX di cui abbiamo già parlato ha sviluppato una collaborazione con una ditta di piastrelle per il bagno: un progetto che, può piacere o non piacere, ma è pur sempre un tentativo di vivere il bagno in modo meno scontato e più creativo.

 

collettivo fx idea ceramica

A presto, Sarah