Quando tocchi un’opera d’arte, devi sapere dove mettere le mani…” Il suggerimento è di Piero Chiambretti che, nello spot della rinnovata 500, redarguisce un maldestro scultore che, durante il restauro di una statua, stacca la parte più virile di un’uomo e la fa cadere ai piedi di una turista stupefatta. Fiat, dopo la celeberrima pillolina di Viagra della Fiat 500X, gioca ancora sulla mascolinità per lanciare la versione aggiornata della sua city-car, venduta tra il 2007 — anno del debutto di uno dei remake più riusciti nella storia dell’auto — in 1,5 milioni di unità.

Anche se il cambiamento della 500 non è poi così deciso: Roberto Giolito, il responsabile del design della Fiat, aveva un compito non facile quando un paio di anni fa ha messo le mani sul suo progetto del 2007 per apportare modifiche. C’era anche quella frase di Marchionne di otto anni fa (”La 500 è quello che è l’iPod per la Apple…”), a far da monito. Eppure Giolito, 53 anni, nato ad Ancona, una laurea di design industriale conseguita a Roma e in Fiat dal 1989, si è rimboccato le maniche e ha realizzato un altro piccolo miracolo: cambiare la city-car senza snaturarne lo spirito. Evolverla senza fare rivoluzioni pericolose.

IN ALTRE PAROLE, migliorarla e renderla più moderna senza intaccarne l’icona. “In realtà sono 1800 i piccoli e grandi cambiamenti che hanno toccato la 500. Tantissimi. Da par mio c’era un naturale timore, non paura, nel ritoccarla. Ma ho deciso di rispettare la coerenza che mi aveva portato a disegnare la 500 del 2007. Coerenza e spirito di semplificazione: queste le due regole che abbiamo seguito. I caratteristici baffi, ad esempio, non potevano essere toccati: così io li ho resi ancor più marcati, sdoppiandoli, e ora sono facili da vedere anche da lontano. La 500 è, da sempre, un’automobile che sorride proprio grazie ai suoi baffi. Io li ho esasperati. E poi i fari: togliere le cornici poteva apparire un’eresia, tutti ricordano le cromature della 500 di Giacosa. Invece lo abbiamo fatto con sicurezza e ho pensato di “scavarli” dentro la lamiera: mi è piaciuta subito la resa definitiva perché in questo modo i fanali si integrano al meglio con il colore della carrozzeria. E, di sera, una volta accesi, fanno trasparire una cascata di luce e conferiscono all’auto un carattere ancor più personale. Altra scommessa erano i fari posteriori: li abbiamo realizzato a cornice mantenendo, però, al centro la carrozzeria: anche in questo caso la resa è molto riuscita e dà modernità a tutto il posteriore”.

Giolito ha pensato anche all’infotainment e alle nuove, rigide norme relative all’urto dei pedoni: “Mi aveva sfiorato l’idea di cambiare tutto il frontale. Poi abbiamo pensato di renderlo semplicemente più morbido e avvolgente lavorando, in modo quasi impercettibile alla vista, sullo sbalzo. Per chi desidera una 500 più originale ho pensato, poi, a nuove tinte di carrozzeria: adoro il nuovo Bordeaux. E alle personalizzazioni Second Skin con le quali si possono ottenere colorazioni bicolore o Camouflage senza verniciare l’auto ma applicando speciali pellicole”.

E POI L’ABITACOLO, che Giolito, il “signor 500” che ha vissuto momenti professionalmente belli quando il MoMA, il noto museo di New York, espose la Multipla, da lui disegnata nel lontano 1998, definisce “completamente rivisto. L’immagine premium della 500, testimoniata da un successo netto sui mercati di tutto il mondo, Usa e Giappone in testa, è sottolineata da una plancia tutta nuova: il display a colori l’abbiamo inserito alla sommità della console, come sulla 500X. Questo per rispettare le esigenze di un guidatore di oggi che fa dell’infotaiment, e della connessione smartphoneauto un imperativo. Altri piccoli cambiamenti come lo spostamento delle bocchette d’aerazione o la creazione di un cassetto chiuso davanti al passeggero, il volante multifunzione o i nuovi rivestimenti come la pelle Frau per i sedili, hanno migliorato una city-car che non era, poi, tanto da migliorare. Semplicemente da aggiornare”.

Nuova Fiat 500, Roberto Giolito racconta il design

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