Mutina, vendite a +25%

Mutina, collezione Phenomenon (design di Tokujin Yoshioka)

Il traguardo più significativo di questi primi dieci anni? Massimo Orsini ci pensa appena un istante, poi lo inquadra: “Eravamo partiti con tanta passione, senza esser certi che quest’avventura avrebbe ottenuto adeguati riscontri commerciali. Ora siamo consapevoli che il ritorno economico è importante”. L’avventura di cui parla si chiama Mutina, realtà fondata alla fine del 2005 a Fiorano Modenese, nel cuore del distretto modenese, con un obiettivo ben preciso: trasformare la ceramica da rivestimento decorativo a progetto di design ed elemento artistico, attraverso la collaborazione con architetti di fama e che mai, fino ad allora, avevano operato in tale ambito.

Oggi Mutina sviluppa sotto forma di ceramica le idee di otto fuoriclasse quali Rodolfo Dordoni, Patricia Urquiola, Tokujin Yoshioka, Ronan ed Erwan Boroullec, Inga Sempe, Raw Edges, Konstantin Grcic e del duo BarberOsgerby. La ricorrenza del decennale è stata festeggiata in settimana nella sede gioiello di Fiorano con varie iniziative, tra cui la presentazione di un cortometraggio, “Everything begins with an interruption”, girato per l’occasione dal regista spagnolo Albert Moya, la prima campagna pubblicitaria, il lancio del Mutina journal e di due nuove collezioni.

I dati di mercato sanciscono la liceità di questi festeggiamenti: il 2015 è caratterizzato da un incremento delle vendite di oltre il 25% sul 2014, con previsioni di chiusura a 30 milioni di euro, per l’80% generati dall’export, prevalentemente nei Paesi dell’Europa comunitaria. Tra i canali più dinamici spicca il contract, gestito direttamente o tramite distributori locali, che è al centro degli investimenti pianificati a partire dal prossimo anno: “Puntiamo ad aprire tre sedi commerciali nel giro di tre anni a Londra, New York e Parigi, a cui si aggiungerà quella di Dubai per la promozione del nostro marchio negli Emirati. Inizieremo con Londra. L’obiettivo è stringere le relazioni con i progettisti e gli studi di architettura” racconta Orsini, convinto che ci sia ancora molto da “inventare” nel mondo della ceramica, a patto di rispettarne le caratteristiche naturali. “Il materiale è per sua natura meraviglioso. Purtroppo però, in passato, le aziende si sono perse a imitare le sembianze di marmo e legno, perdendo di vista l’autenticità della ceramica”.