Si nasconde dietro il nome “Takeri”, il concept che Mazda presenterà in anteprima mondiale al prossimo Salone internazionale dell’auto di Tokio (dal 3 all’11 dicembre; ndr), la futura generazione della Mazda 6? A prima vista sembrerebbe proprio di sì. Una berlina nella classe di dimensioni intorno quota 4 metri e 80 centimetri, che si propone come un ciclone sotto il profilo stilistico. Suggella quella che è una sensazione percepita da tempo: il nuovo corso di design dei giapponesi ha superato di gran lunga i rivali di Toyota e Honda, ingessati in abiti troppo spesso anonimi e dal poco appeal.
Riprende gli stilemi già proposti sotto l’acronimo di “Kodo design”, con superfici tormentate, spigoli che danno dinamismo all’intero corpo vettura, riuscendo ad alleggerire dei volumi tutt’altro che compatti. Frontale che sembra “staccato” direttamente dal suv Cx-5, con l’enorme presa d’aria a caratterizzare il viso della Takeri. Non rinuncia ai dettagli più raffinati stilisticamente, e lo si intuisce guardando il profilo inferiore cromato della calandra che intercetta i gruppi ottici: taglienti, rastremati, sportivi. Il paraurti mantiene nonostante tutto un’aria non esasperata, quindi, addio aperture da fiera del tuning, per far spazio a feritoie e led a impreziosire il tutto. Anche il cofano motore, se si escludono i passaruota molto marcati, è regolare e piatto. Poi, cambi angolazione, e scopri l’anima più aggressiva. Il 3/4 anteriore mette in mostra cerchi esagerati e passaruota da coupè sportivo. Con il “trucco stilistico” degli spigoli marcati ad alleggerire un raccordo con il cofano e il montante “A” che, solitamente, sulle berline di questa classe risulta sproporzionato nella vista laterale: Bmw docet, poca lamiera tra ruota e cofano denota una linea slanciata e sportiva.
Fiancata che interpreta il tema stilistico generale con canoni più “tradizionali”, già visti. Mentre al posteriore, il piano del bagagliaio alto si raccorda alla perfezione con il lunotto posteriore. Forse poca originalità, visto che sa molto di Jaguar, nel bordo inferiore del portellone, con una cromatura che prosegue sui gruppi ottici posteriori già vista sulle auto inglesi. E’ il lato serio della Takeri, il posteriore. Non rinuncia comunque a passaruota importanti, anche se sfuma l’ardire stilistico visto sul frontale.
In attesa di ulteriori dati, non si può che promuovere a pieni voti questa concept di Mazda, con linee emozionali e dotazione tecnica, da quel poco trapelato, che sarà nel solco dello Skyactiv, dogma di Mazda per indicare la massima efficienza sul piano telaistico e motoristico. Un ultimo dettaglio, proprio sulla piattaforma Skyactiv. Farà l’esordio un dispositivo di recupero dell’energia in frenata, da destinare al funzionamento dell’impianto elettrico di bordo, sgravando il propulsore da questo compito.

Fabiano Polimeni

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