Quali e quante geometrie può conquistare il design cento anni dopo il Grande vetro di Marcel Duchamp, l’opera che, giocando sul fascino della quarta dimensione, creava per una nuova Alice un altro dominio al di là dello specchio incantato?

 

Una tra le possibili risposte arriva da Breda, Olanda, dove, per il Moti museum (fino al 12/4), Li Edelkoort ha riunito, sotto l’etichetta The pop-up generation, un gruppo di designer/artisti olandesi impegnati a gestire la complessità del presente e a rintracciare nuovi territori di sperimentazione. L’introduzione è affidata a Issey Miyake, in mostra con 132.5.

 

Ma la generazione pop-up include anche giovani talenti. Lo scarto tra 2D e 3D, nelle sale del Moti, ha le fattezze di un grande orso polare simile a un diamante sfaccettato (Anna Garforth). E mentre un tappeto grigio si libera della sua bidimensionalità per lasciare emergere le sagome di due grandi ippopotami (Rodrigo Solorzano), il pubblico può riposare sotto un fungo fuori scala (Anthony Kleinepier) che ricorda a tratti, senza lo stesso slancio, le forti allusioni ipnotiche dell’artista tedesco Carsten Höller.

 

 

Susanna Legrenzi, Vogue Italia, marzo 2012, n. 739, p. 218