a benevento

La designer teutonica contro l’ossessione della bellezza
Il taglio del nastro della kermesse previsto domani alle 19

La Krais con una
sua creazione

CASERTA – Se i designer sono i filosofi del nostro tempo, una delle derive del design quella di riflettere su aspetti e temi della contemporaneit, estetici quanto sociali. Adesso, la corrente artistica applicata all’oggetto di produzione industriale trova casa a Benevento, con l’inaugurazione di una galleria privata dedicata alle sue espressioni. Si tratta di Swing (il taglio del nastro per domani alle 19 in via Arcivescovo Pacca), e la prima mostra proposta dallo spazio quella della tedesca Milena Krais, mai presentata al pubblico italiano. La sua ricerca? Indaga l’universo della bellezza attraverso una personale riflessione che ne mette in luce gli stereotipi e ne sovverte i canoni. Deform, questo il titolo della personale, propone cos alcune sedute che esaltano il potere seduttivo delle dissonanze plastiche e delle forme diverse da quelle tradizionali. Il punto di partenza una seduta comune, icona della vita quotidiana, deformata dalla giovane designer attraverso un lento processo manuale che, con fodere e strati di lana e tessuto, ne modula le morbide e sinuose superfici fino a plasmare una nuova identit formale.

Le creazioni di Milena Krais

Sedie e poltrone vintage, rivestite di cotone e imbottite in poliestere, assumono cos fisionomie inedite, per un progetto espositivo critico nei confronti della standardizzazione estetica e del conseguente boom della chirurgia che tende a esorcizzare le fragilit umane, l’ossessione del corpo e della sua perfezione, la trasformazione fisica che avanza e la paura della morte. La ricerca di Milena Krais, coniugando abilmente forma e funzione, diventa quindi una risposta ai prepotenti messaggi mediatici che invitano a essere belli a ogni costo, belli quindi migliori e felici. La designer, classe 1986 e originaria di Pforzheim, nella Foresta Nera, ma da tempo distanza ad Amburgo, con i suoi oggetti extra-ordinari si fa portavoce di una certa fascinazione per il diverso. Nello spazio beneventano voluto da Angela da Silva, —che esplorer le diverse branche del settore, spaziando dal lighting al fashion design, e con uno sguardo sempre rivolto alle contaminazioni e ai reciproci rimandi fra il linguaggio del design e quello dell’arte contemporanea, spiega la gallerista— si installano le dieci opere uniche realizzate quest’anno, alcune presentate in anteprima lo scorso giugno nella sezione New Talents dell’International Design Festival di Berlino, altre prodotte in esclusiva per la mostra aperta al pubblico fino al 10 dicembre.

Le mie sedute sono allusioni alla deformazione del corpo in differenti modi. Deform mostra al secondo sguardo imperfezioni proprie del corpo umano, come grumi e gonfiori, ma nonostante queste alterazioni, riesce a conservare uno standard estetico attraverso la scelta del colore e l’omogeneit delle superfici lavorate a maglia. La mostra ci sfida cos a mettere in discussione la contraddizione tra bellezza e bruttezza e a rompere con l’ossessione di inseguire il corpo perfetto, afferma la Krais, specializzatasi nell’Universit di scienze applicate di Amburgo nel settore tessile della produzione di design. Tornando a Swing, dopo la Krais l’attivit della neonata galleria proseguir sempre focalizzata sui progetti di designer emergenti della scena internazionale.

Fuani Marino
14 ottobre 2011
RIPRODUZIONE RISERVATA

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