A detta di numerosi studenti in possesso del diploma, fare un master in management culturale è un esperienza positiva oltre a essere un aiuto per trovare impiego in questo settore, in un periodo di forte crisi e scarsi investimenti. Gli inserimenti, per chi si affaccia sul mondo del lavoro, sono piuttosto difficili soprattutto perché a livello pubblico i concorsi sono bloccati e nel settore privato si accede generalmente mediante “vie alternative” (e comunque percorrendo “strade” difficili e insicure) anche se la formazione in campo culturale e artistico resta molto gettonata.

Esistono infatti una miriade di corsi in management culturale di breve durata (uno o due mesi) o partime, come ad esempio il master in Manager dell’arte dell’Istituto europeo di design (Ied) con sede a Firenze, Roma e Venezia di durata bimestrale. Ma sarebbe impossibile riassumerli tutti in queste pagine. Tra i corsi “full time” in management culturale e artistico, con frequenza obbligatoria, che prevedono una parte in aula e una di stage e che partiranno nel 2012 il più prestigioso è sicuramente quello di palazzo Spinelli a Firenze. Si tratta del master in Management dei beni culturali (info: www.palazzospinelli.org), giunto alla quindicesima edizione, al via il 6 febbraio (fino al 21 dicembre). Il corso ha come obiettivo la formazione manageriale nel campo artistico, nel marketing e nella storia dell’arte.

Spostandoci al Nord, tra le città che possono vantare la maggiore offerta c’è Milano con l’università Bocconi e il corso di laurea in Economia e management per l’arte, cultura e comunicazione (Cleacc) (info: www.unibocconi.it) che ha l’obiettivo di sviluppare abilità organizzative al fine di gestire istituzioni culturali e artistiche. Il corso intende integrare l’economia con la cultura, così come fa la Business school del Sole 24 ore, sempre a Milano, con il Master in economia e management dell’arte e dei beni culturali (info: www.formazione.ilsole24ore.com), alla seconda edizione, che partirà il 21 maggio e prevede sei mesi di aula e quattro di stage.

Ancora il Politecnico di Torino, al via con l’ottava edizione del Master in management marketing e multimedialità per i beni e le attività culturali (info: www.beni.formazione.corep.it/beni09) che ha come fine principale quello di formare nel campo manageriale e dell’arte tramite le nuove piattaforme digitali. Sempre del Sole 24 ore è anche il master in Management dei beni e servizi culturali nella sede di Roma di cui ripartirà la settima edizione il prossimo maggio. Sempre a Roma quasi tutte le università offrono master e corsi in management culturale. Lo Iulm ha un master in Management delle risorse artistiche e culturali (info: www.iulm.it) che terminerà il prossimo 30 giugno. Il corso ha l’obiettivo di formare manager e professionisti qualificati nell’ambito della gestione delle risorse artistiche e culturali, fornendo una preparazione anche su discipline umanistiche e sociali e favorendo lo sviluppo di competenze manageriali specifiche.

La facoltà di Scienze umanistiche dell’università La Sapienza di Roma, invece, sta avviando proprio a gennaio il master in Editoria giornalismo e management culturale (info: www.mastereditoriasapienza.org) con durata di un anno. A fine corso gli studenti si affacceranno nel campo dell’editoria, della comunicazione e del management culturale in senso ampio. Purtroppo non sono disponibili statistiche e dati ufficiali del ministero della Pubblica istruzione o dell’Afam sulla percentuale d’impiego di studenti diplomanti nel management culturale in Italia. Molti allievi dei master hanno tuttavia una percezione comune sulla difficoltà da parte degli istituti a trovare collocazioni di stage, pur trattandosi di tirocini non retribuiti e senza impegno di assunzione. Chissà che il nuovo anno porterà un’impennata nel settore a tutti i livelli creando nuove possibilità d’impiego per una nuova classe dirigente formata e competente.