«Lavorare per l’Italia significa mettersi sempre sulle tracce di un immenso patrimonio culturale. Voi avete un’idea nobile di design, basata sulla qualità e sulla competenza». A 46 anni Jean-Marie Massaud può essere definito uno dei portabandiera del design francese contemporaneo. Brioso e charmant, di quei creativi che hanno il mestiere nelle mani e quando lo raccontano gesticolano disegnando nell’aria i progetti.

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Massaud per Dedon

Massaud per Dedon

Eclettico come tutte le grandi archistar, ha spaziato dall’automotive all’industria cosmetica, passando per torri (in Messico) e condomini (a New York). In Italia è di casa nelle grandi aziende del mobile – Cappellini, Cassina, BB Italia, Magis, Poltrona Frau, Serralunga – e al Salone da anni ritrova amici e collaboratori storici: «La design week milanese ha ancora l’abilità di connettere i creativi più interessanti del mondo, non me la perdo mai».

Quest’anno presenta per Dedon una linea di complementi d’arredo per esterni: a che cosa si è ispirato?

Sono un amante delle barche a vela, grande fan della Coppa America. Detesto le barche a motore. Della vela adoro il mix di eleganza e funzionalità, il movimento attraverso il vento, il rapporto con le leggi del mare. L’aerodinamicità è tutto, i progetti sono estremamente complessi e piegati alla natura. L’idea per la seduta Sea-X è partita da questo.

Ha usato materiali tecnici propri della nautica?

Abbiamo unito elementi della nautica più avanzata e inserti classici come il legno teak per le finiture sui braccioli. Però è disponibile anche con inserti in pelle, per andare incontro al gusto del cliente per i dettagli e per renderla più simile a un guanto. A vederla sembra una semplice sedia da regista, ma è la più perfetta delle sedie da regista mai prodotte. Abbiamo poi pensato cuscini ed elementi aggiuntivi per renderla ancora più confortevole e glamour. È una seduta da pranzo, ma anche lounge: può essere spostata e adattata facilmente.

Eleganza e funzionalità, quindi.

Sì, l’idea è quella che per l’esterno, come su una barca a vela, abbiamo bisogno di qualcosa di pratico, non troppo grande, maneggevole, ma neanche troppo leggero, a causa del vento. È una sedia meravigliosa: stabile e comoda quando è aperta, compatta quando è chiusa. L’obiettivo più generale, quello che mi guida in ogni progettazione, è fare qualcosa che sia senza tempo e che non segua mode passeggere. Per questa seduta nulla è stato pensato per essere solo decorativo, tutto ha una precisa funzione. L’ho immaginata per ambienti ben definiti, almeno nella mia fantasia: per esempio una terrazza di una casa sulla spiaggia a Palm Springs.

Una Palm Springs che potrebbe però essere ovunque nel mondo…

Credo che l’umanità intera stia diventando una sorta di macroorganismo che si alimenta dello stesso tipo di economia. Quindi ormai ovunque si hanno le stesse ambizioni. Essenzialmente, penso che la posta in gioco del nostro tempo si possa declinare secondo tre grandi direttici: personalizzazione, armonia collettiva, simbiosi con l’ambiente naturale.

Che ruolo avrebbe il design in questo scenario?

Il design può essere strategico per il futuro, già oggi esistono esempi pratici di come alcune invenzioni incidono su un ecosistema umano a tanti livelli. Basta guardare che cosa ha fatto la Apple, che ha dimostrato di poter cambiare la vita delle persone con dei prodotti utili e ha creato le porte d’accesso a nuovi contenuti di qualità. Steve Jobs per me è stato la versione contemporanea di Leonardo da Vinci.

Quali sono i suoi piani per il futuro, qualcosa a cui ambisce e che non ha ancora avuto la possibilità di realizzare?

La mia vita personale è il progetto che più di ogni altro richiede una cura costante, sempre in divenire, sempre aperto. Nella mia vita professionale invece un sogno ce l’ho: si tratta di un grande laboratorio di “sintesi creativa” che promuova la ricerca applicata in cobranding con grandi aziende.

Ho iniziato a lavorarci, ho messo su un team e presenteremo i primi risultati a settembre. Il laboratorio si trova a metà strada tra la montagna e il mare, nel Sud della Francia. Per ora ci siamo concentrati sull’industria automobilistica e su quella dell’abitare.

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