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Corriere della Sera

Nuove generazioni Imprenditori e creativi uniti per la città

Le idee Progetti all’ insegna del bello e dell’ utile. Dalle paline alle fermate dei bus con pannelli solari alle terrazze sul Tevere

Nuove paline alle fermate del bus con pannelli fotovoltaici per illuminare la stessa strada. Da un pilone abbandonato sul Tevere, all’ altezza di Corso Francia, realizzare una terrazza che s’ affaccia sul fiume aperta ai cittadini con bar e ristorante. Braccialetti «biometrici» per la teleassistenza rivolta agli anziani. Sono alcuni dei progetti ideati da professionisti, imprenditori, costruttori e creativi romani, severamente under 40, che si sono riuniti nell’ associazione «Vocazione Roma» con una ambiziosa idea: cambiare volto alla Capitale, sviluppare e modernizzare la città, renderla competitiva, dinamica e con servizi efficenti. «Vogliamo migliorare Roma – spiega Simone Santi, uno dei fondatori dell’ associazione nata nel 2010 – attraverso la realizzazione di reti materiali e immateriali e spazi per coltivare e fare crescere nuove idee che sposino la logica del “bello”. Da un convegno organizzato per due giorni a Grottaferrata, durante il quale è intervenuto anche il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, sono venute fuori quindici proposte che partono da alcuni principi: «Bisogna partire dal recupero di aree ed edifici abbandonati – precisa Elisabetta Maggini, presidente di “Vocazione Roma” -. La riqualificazione futura della città deve partire da questi luoghi, senza consumare nuovo territorio». Ma dove arriveranno le risorse per finanziare questi interventi? «Di fronte alla crisi che stiamo vivendo e alle risorse pubbliche sempre più esigue – risponde Santi – bisogna puntare su forme virtuose di collaborazione tra pubblico e privato come la finanza di progetto, la cessione di diritti edificatori su aree pubbliche quale corrispettivo dei lavori, la sponsorizzazione per il restauro e la valorizzazione di beni archeologici e architettonici, oltre a interventi urbanistici promossi dai privati». Spazi per lavorare, secondo dati del nuovo Piano regolatore di Roma diffusi ieri, nel territorio capitolino ce ne sarebbero visto che 1,3 milioni di metri quadrati di immobili sono aree degradate, abbandonate e dismesse. Gli esempi studiati dagli esperti di «Vocazione Roma» si rifanno a come in molte nazioni, come Francia, Olanda, Germania, Spagna e Stati Uniti, hanno saputo trasformare le aree degradate prodotte dall’ urbanizzazione selvaggia in occasioni per promuovere programmi di riqualificazione ambientale e di ripresa socio-economica. «Anche se a qualcuno potrebbe sembrare strano ci siamo rimessi a studiare – taglia corto Santi – perché vogliamo investire in qualità e innovazione». Per questo l’ associazione ha promosso concorsi internazionali di idee che hanno sfornato lavori frutto di gruppi interdisciplinari. «Per lavorare però c’ è bisogno di snellire e semplificare le procedure – ricorda Maggini – perché siamo stanchi di lottare ogni giorno contro la burocrazia». Giovani imprenditori e professionisti vorrebbero anche creare un polo di eccellenze delle start-up creative per ottimizzare spazi e risorse e puntare sul «coworking», cioè uffici attrezzati condivisi per sviluppare la forza della rete, lo scambio, la flessibilità. La sfida per migliorare Roma è lanciata. Francesco Di Frischia RIPRODUZIONE RISERVATA

Di Frischia Francesco

Pagina 6
(29 novembre 2011) – Corriere della Sera