Il primo centro d’eccellenza, in Italia, dedicato ai polimeri e musei privato ha festeggiato il quarto anno di attivit

NAPOLI – Dalle tazzine rosa shocking ai vinilici quarantacinque giri. Dalle prime Brionvega ai giocattoli in nitrato di celluloide e in acetato di cellulosa. Sorvolando su pettini, piccoli attrezzi da cucina design, scarpe e tutto quanto fa la plastica. Una collezione costruita nel corso di trent’anni grazie a un paziente lavoro di ricerca di Maria Pia Incutti e sotto la curatela dell’architetto Nunzio Vitale.

DALLA BAKEITE AL POLIEURETANO – Millecinquecento pezzi: il piccolo, si fa per dire, nucleo storico della collezione dell’imprenditrice napoletana da cui iniziata la storia del Plart, il Museo della plastica di via Martucci, in forma di spazio polifunzionale dedicato alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica per il recupero, il restauro e la conservazione delle opere d’arte e di design in materiale plastico. Per raccontare la storia della plastica e con essa l’evoluzione degli usi e costumi della societ dalla fine dell’Ottocento agli anni 70 del Novecento, mettendo in luce eterogeneit e versatilit di questa eclettica famiglia di materiali: dalla bakelite alla celluloide, dalla resina al poliuretano. In sostanza, il primo centro d’eccellenza, in Italia, dedicato ai polimeri. Ovvero uno dei pochi musei privati, realizzati con fondi propri e senza risorse pubbliche, che ieri ha festeggiato il quarto anno di attivit.

Fondazione Plart: fotogallery

CORSO PER IL RESTAURO DELLA PLASTICA – Un compleanno che in tempi di cupa crisi coincide con un momento di opportuna riflessione e vira verso una svolta. Quella di un progetto che mi sta molto a cuore, ha dichiarato Maria Pia Incutti, anima e direttrice del Plart. L’istituzione, a breve, di un corso di alta formazione per il restauro della plastica dice con orgoglio. L’obiettivo quello di preparare nuovi restauratori su materiali polimerici su cui c’ ancora poca esperienza, uno dei primi in Italia, ha aggiunto Cecilia Cecchini, responsabile scientifico della Fondazione. Gi siglato il protocollo d’intesa: con il professor Luigi Campanella dell’Universit La Sapienza di Roma, che intende coinvolgere anche altre istituzioni universitarie, l’Accademia di Belle Arti di Napoli in primis. Non l’unica novit.

NUOVO SITO WEB – Il Plart cambia un po’ pelle. Nella grafica, con un sito web nuovo, pi performante, che interfacci sempre di pi con i social network, e nella struttura, con lo spostamento del bookshop all’ingresso della Fondazione che inglober anche la biblioteca per una fruizione gratuita di entrambi. Progettato anche l’ampliamento della sezione multimediale, che poi la parte del museo che ha riscosso maggiore successo. Tra le chicche della nuova stagione, anche la MyPlart, la nuova card simboleggiata, quest’anno, da un pettine di Andrea Branzi, architetto e designer protagonista di una delle mostre di maggior successo del museo, che mira a fidelizzare il visitatore con una serie di vantaggi (al costo di 30 euro, ingresso gratuito annuale per tutte le mostre) e sconti su prodotti praticati dagli altri esercizi convenzionati. Sul fronte mostre, poi, un calendario fitto da assemblare e una data certa.

OTTO MARZO CON GIOIELLI – Quella dell’8 marzo, che inaugurer la stagione espositiva 2012 del Plart con la collezione di gioielli disegnata da Chiara Scarpitti, designer partenopea (classe 1983) abile nel piegare materiali preziosi ma inusuali come l’organza, la seta, il velluto e la garza intrecciati, per l’occasione, ai polimeri. Ieri pomeriggio, in occasione dei festeggiamenti per i quattro anni di attivit, la Fondazione Plart ha aperto gratuitamente i suoi spazi alla citt proponendo un articolato programma di proiezioni video realizzato in collaborazione con il Triennale Design Museum di Milano. Con la visione di Maestri, regia di Marco Pozzi e sedici interviste a Gae Aulenti, Mario Bellini, Cini Boeri, Anna Castelli Ferrieri, Antonio Citterio, Michele De Lucchi, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Enzo Mari, Alberto Meda, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce, Paolo Rizzatto, Richard Sapper, Denis Santachiara, Ettore Sottsass; e con la proiezione di Gaetano Pesce, il rumore del tempo



27 gennaio 2012

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