MILANO

Marmi e graniti, le lavorazioni più pregiate per l’edilizia e il design e le macchine per le loro complesse trasformazioni: tutti alla corte dell’emiro del Qatar, da domani a giovedì 3 maggio. Con un piano di 185 miliardi di dollari di investimenti nei prossimi anni – complici i mondiali di pallamano del 2015 e quelli di calcio nel 2022 – il “Made in Italy” nel settore delle pietre ornamentali da arredamento cerca di ampliare i 145 milioni di export nell’area del Golfo (su 1,2 miliardi di euro di vendite globali nel solo 2011). In pratica, se l’import della penisola arabica cresce a un ritmo di oltre il 20% l’anno, l’incremento italiano non può fermarsi a un positivo ma più modesto 5% rispetto al 2010.

È con questo spirito che Veronafiere e Confindustria Marmomacchine hanno “esportato” la 1° edizione del “Marmomacc” di Verona al Doha center (con il più accattivante brand di Qatar Stone Tech), rassegna dedicata a marmi, granito e onici e ai macchinari e alle tecnologie per la loro estrazione e lavorazione, nell’ambito di Project Qatar e Heavy Max 2012, rassegne leader dell’area per il settore building.

«La prima edizione di Qatar Stone Tech, a cui partecipano una trentina di aziende italiane – ha spiegato il direttore generale di Veronafiere – Giovanni Mantovani – si aggiunge a quelle consolidate a Las Vegas e Riyad e a quelle manifestazioni fieristiche, convegni, workshop business to business e tutte le iniziative utili a supportare le imprese nei mercati emergenti dove il mercato fieristico cresce a sua volta del 50% l’anno». E sarà il primo banco di prova tra diversi sistemi imprenditoriali dato che tramite la propria società indiana, Veronafiere Lems India Private Limited, saranno presente una delegazione di una decina di aziende indiane.

Per Flavio Marabelli (Confindustria Marmomacchine) sarà «un’importante vetrina promozionale per le aziende marmifere italiane, che hanno esportato nel 2011 prodotti grezzi e lavorati per 34,1 milioni di euro, con un incremento del 33,2% rispetto ai 25,6 milioni dell’anno precedente».

Più in generale, secondo i dati del Centro studi Marmomacchine, nell’area del golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Oman) le nostre esportazioni lapidee, nel 2011, sono state pari a 145 milioni di euro (+5% rispetto al 2010).

«Il Qatar – ha poi ricordato il presidente di Veronafiere, Ettore Riello – ha un reddito pro capite di 105mila dollari, un Pil in crescita del 18% nel 2011 e un piano di investimenti da centinaia di miliardi di investimenti destinati alla modernizzazione del Paese che al made in Italy possono aprire spazi importanti».

Nel solo settore immobiliare e alberghiero, ad esempio, sono previsti complessi residenziali da 5 miliardi di dollari e 78 mila nuove stanze in virtù delle kermesse sportive.

Ma le imprese devono sapersi presentare non con un’offerta polverizzata, sebbene di alta gamma, ma con un bouquet di progettazione, prodotti e servizi, anche di assistenza tecnica, integrati, per “conquistare” i grandi general contractor che, ni Paesi del Golfo, gestiscono i progetti dei grandi architetti, le scelte delle forniture sino all’opera “chiavi in mano”.

Ma è tutto il Made in Italy a dover imparare a potenziare l’export verso il Golfo. Se alimentari e abbigliamento scontano differenze culturali, solo negli Emirati Arabi – in base alle previsioni del Centro studi Confindustria – soprattutto per il traino della domanda alberghiera, le importazioni dal mondo nel settore dell’arredamento saliranno dagli 1,3 miliardi di euro attuali a 2,3 nel 2017. Di questi, 161 milioni di euro è la quota venduta nel 2011 dall’Italia. E 142 milioni (su acquisti globali per oltre 1 miliardo) quanto esportato dall’Italia in Arabia Saudita.

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LE CIFRE

1,2 miliardi

Nel mondo

È l’export complessivo 2011 messo a segno dal settore marmo-lapilio.

145 milioni

In Qatar

È l’export italiano nel settore marmo-lapilio nel 201 verso l’area del golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi e Oman).

185 miliardi

In dollari

È il piano di investimenti che il Qatar ha messo in cantiere per modernizzare le infrastrutture.

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Imprese, Doha, Verona, Flavio Marabelli, Bahrein, Oman, Kuwait, Emirati Arabi, Ettore Riello, Giovanni Mantovani, Max Heavy, Arabia Saudita, Veronafiere Lems India Private Limited