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Corriere della Sera

SALONE E NUOVE CHIAVI DI LETTURA

A prono i Saloni e il grande pubblico si domanda quali saranno le tendenze in fatto di gusto. Quest’ anno dovremmo forse utilizzare una nuova chiave di lettura: dovremmo concentrarci sulla nuova frontiera del design dei servizi che sempre più il settore avverte come promettente ambito di applicazione. Se infatti qualsiasi progettista o azienda quando presenta un nuovo prodotto ne esalta le qualità prestazionali, le caratteristiche estetiche e relazionali e il tipo di servizi che verranno erogati durante la vita dell’ artefatto, l’ attenzione alla dimensione del servizio sposta il focus progettuale verso l’ utente finale, alle relazioni fra persone, luoghi e oggetti. Tutto il Fuorisalone rappresenta un grande fatto comunicativo che ogni anno si carica di nuove valenze e propone riflessioni ed esperimenti che entreranno nelle abitudini di numerosi altri Paesi. Il Salone non ci propone solo i nuovi oggetti della nostra quotidianità ma le nuove forme del retail, i nuovi volti della comunicazione e le forme di riflessione e ricerca di nuovi scenari valoriali. Se il design dei servizi tende a privilegiare nuovi modi di vivere e incentra generalmente il proprio interesse sulle fasce più deboli della popolazione proponendo nuove forme di mobilità, di consumo del cibo o cura di anziani e bambini, questa edizione del Salone diventa occasione per sperimentare iniziative per la promozione e il sostegno delle nuove comunità creative, presentate alla Fabbrica del Vapore, come pure di incontri al Kilometro rosso, ampliando, in una vera ottica metropolitana, i confini della città. Se Triennale organizza una struttura permanente per i giovani progettisti e il loro avvicinamento alle imprese, anche molti Stati esteri puntano su valori sociali connessi alle loro produzioni. Ad esempio lo Stato di Acre, profonda foresta amazzonica brasiliana, Stato di Chico Mendes, più che mostrare arredi presenta la propria «materia prima legno», frutto di un progetto sociale che si oppone alla deforestazione e, così come conserva la foresta, conserva le forme di vita e lavoro al suo interno. Il risultato è che finalmente i designer potranno utilizzare i meravigliosi legni amazzonici frutto di una politica di gestione ecosostenibile del patrimonio forestale. Nello stesso tempo l’ analisi sui paradigmi del futuro che orienteranno il trend del mercato mondiale sarà tema di tre conferenze, organizzate all’ interno del Salone del Mobile, in concomitanza con il lancio mondiale della fondazione filantropica Be Open. Verranno presentate le nuove logiche e visioni che riguardano progetti sostenibili e metodi per misurare la qualità della vita. Nella successiva verrà affrontato il tema dei rituali e delle relazioni con gli oggetti di design: il gap culturale e psicologico tra economia e felicità. Verranno presentati casi di felicità raggiunta attraverso i prodotti, le marche, le esperienze di consumo e gli oggetti di design. Nella terza conferenza, sull’ unicità, verrà affrontato il tema dei territori locali e delle conoscenze globali attraverso la testimonianza di progettisti, designer e architetti di tutto il mondo. In questo modo il Salone diventa un’ occasione per muoversi consapevolmente verso Expo 2015. *preside Scuola del Design Politecnico di Milano

DELL’ ACQUA BELLAVITIS ARTURO

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(20 aprile 2012) – Corriere della Sera