Dopo GhettUp, la casa di quartiere di vico della
Croce Bianca, uno spazio polivalente che promuove attività culturali e sociali
all’interno del quartiere del ‘ghetto’, l’area compresa tra via delle Fontane,
piazza della Nunziata, via Lomellini e via del Campo, nasce oggi Ghett’art,
un progetto volto a riqualificare la zona, tramite l’incontro, l’arte e la
creatività.

Il Comune di Genova ha, infatti, messo a disposizione due
appartamenti e un open space
in vico della Croce Bianca 1, destinati ad
ospitare artisti, curatori e critici d’arte, provenienti dall’Italia o
dall’estero per passare un periodo di tempo a Genova e coinvolgere nel loro
progetto l’area del ‘ghetto’, dove si intrecciano storie di popoli e
culture diverse, ma che attualmente versa in stato di forte degrado.

Il progetto Ghett’art è stato affidato tramite bando
all’Associazione Echo Art, che dal 1984 si occupa di creare percorsi di
integrazione tra le culture che arrivano in città, promuovendo attività che si
snodano tra la musica, il teatro e la formazione, dal Festival del Mediterraneo
al Museo dei Popoli alla Banda di piazza Caricamento.

«Gli spazi messi a disposizione dal Comune sono tre –  illustra Davide Ferrari, direttore artistico
e fondatore di Echo Art, due appartamenti finalizzati all’ospitalità e un
salone che vuole essere un luogo aperto al quartiere, dove si potranno svolgere
attività diverse, seminari, incontri, spazi creativi ed espositivi».

Per usufruire degli spazi è necessario presentare un
progetto
con iniziative che si riflettano sul quartiere, coinvolgendo la
popolazione residente con workshop, installazioni , conferenze, laboratori e
spettacoli.

«Ghett’art – prosegue l’assessore alla Cultura del Comune di
Genova, Andrea Ranieri – da un lato guarda alla creatività giovanile under 35,
allacciandosi anche alle altre iniziative promosse dall’amministrazione, come
la Sala Dogana e i concorsi di idee e progetti realizzati insieme ai Municipi,
dall’altro si collega più in generale alla riqualificazione del centro
storico».

Gli appartamenti, arredati con gusto e colore, godono di
ottima luce, grazie alle ampie vetrate che si affacciano sui vicoli
sottostanti. Da una delle finestre scorgiamo la piccola moschea di via dei
Fregoso
, dove ogni giorno i musulmani vengono a pregare, e, alzando lo sguardo, ecco
la miriade di tetti che svettano sull’intreccio dei vicoli. Un po’ più in là c’è
la via del Campo cantata da De André, dove lo scorso febbraio è stato inaugurato il
nuovo negozio-museo dedicato a Faber, via del Campo 29rosso.

Il ghetto è un quartiere pieno di vita, che però molti
genovesi ancora non conoscono. Per anni abbandonato a se stesso, oggi, grazie
alle iniziative promosse dal Comune, da Ghettup e dalle associazioni che vi
partecipano, sta pian piano rinascendo.

«La sfida – dice Domenico Chionetti, portavoce della
Comunità di San Benedetto e del Consorzio Ghettup – è quella di riuscire a
portare avanti tante iniziative
, cosicché gli incontri, le relazioni e gli
scambi tra persone e culture diventino naturali e parte della vita di quartiere».

 

Per info

www.genovacreativa.it

www.echoart.org