La collettiva desidera indagare la presenza/assenza della linea e del segno nelle espressioni contemporanee di arte e di design. Le linee e i segni proposti nelle opere esposte per la collettiva dagli artisti e dai designer definiscono spazi, decorano superfici, raccontano materie, alleggeriscono prospettive, imprigionano la luce e si piegano per conformare la materia. Linee pure e geometriche o segni espressivi raccontano di linee della vita e del pensiero che fattisi segni raccontano emozioni. La collettiva, in ultima analisi, esplora il panorama interiore, artistico e creativo attraverso diverse possibilità rappresentative scegliendo due simboli principi e principì in questo mondo. La linea e il segno. Normalmente compresenti nel numero undici, essi danno il nome all’exibit. cui Vi invitiamo.

Dario Levi milanese, vive a Milano, dipinge e disegna da sempre, ex manager nel settore moda, con studi artistici e finanziari in Italia ed all’estero, pittore e vignettista satirico. Dario dipinge soprattutto le sue emozioni, nonostante non abbia difficoltà nel figurativo, preferisce vivere nel presente e rifiuta la raffigurazione della realtà, ritenendo tale rappresentazione superata dalla fotografia digitale preferendo le sue esoteriche forme che danno ad ognuno la possibilità di sentire e di vedere la propria realtà. Ha composto dei collage ma in particolare usa una tecnica mista, con piccoli inserimenti materici, in particolare i chiodi, che inserisce nei quattro angoli della tela, che hanno, secondo lui, il significato di “non dare nulla per scontato” neanche la tela sulla quale ha dipinto la sua opera.

Davide Carrozzo nasce nel 1974 a Legnano (MI) dove vive e lavora. La sua pittura tradisce subito i passati studi Architettura. I soggetti dei suoi dipinti sono interni minimalisti, completamente vuoti e con pochi elementi, ma sempre all’insegna dell’essenzialità sia compositiva sia di arredamento. La pittura, quindi, diventa un gioco di pieni e di vuoti, di superfici, di piani che avanzano o arretrano in modo da definire lo spazio per costruire dei luoghi. Luoghi fatti per essere abitati? Non ci è dato saperlo. La presenza umana non fa mai la sua comparsa, né lascia traccia di un suo eventuale passaggio.
Manuela Bausone vive e lavora ad Alessandria, dov’è nata nel 1963. Ha frequentato il Liceo Artistico Bramante di Asti e dopo, si è diplomata al Corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti Albertina di Torino, con una tesi di Laurea di Storia dell’Arte sul movimento artistico dell’Informale, che ha definito il suo percorso di studi e personale intorno all’atto creativo, liberamente espresso e tuttavia consapevole. Dalla fine degli anni ’80 partecipa a svariati concorsi e premi e a numerose mostre personali e collettive, come “A Natale Regaliamo Arte” qui organizzata a Dicembre 2011 e “Incontri” a Gennaio 2012.

Vanni Quadrio (Palermo 1970) performer (Incontri su tela, libreria Sellerio, “Inferni, Luoghi, Immagini”, “Palermo di scena” – Palermo) e scenografo (375° festino di S. Rosalia) nel 1997 espone (“Galleria di ritratti – Personale”. Opera Universitaria Palermo) una serie di ritratti inaugurando la sua ricerca artistica sul corpo. Nel 2005 partecipa al laboratorio d’arte contemporanea e cultura del territorio, progetto Isole, con un’installazione ambientale approcciandosi ad una riflessione sullo spazio e sul site specific, nel 2006 partecipa a “Eugenìa”, incontro tra giovani artisti di Roma e Palermo, galleria Centro Biotos di Palermo. Nel 2008 prende parte al progetto N.EST, con un ciclo di fotografie sul tema del confronto tra centro città e periferia (Museo MADRE, Napoli) e nel 2009 espone a Venezia, Ferrara e Milano, in collaborazione con la galleria Spazio d’Arte L’Altrove di Ferrara e a Palermo presso Spazio Deep dove ha esposto in una personale dal titolo “ho perso la testa per Giuditta”. Nel 2010 inaugura il progetto “ Evoluzione” esponendo, due delle tre tappe previste dal progetto, allo spazio espositivo “ CasaSuccoAcido”- Giacalone (Pa) e presso “Vuedù factory”.

Luisa Chimenz (Messina 1976) architetto, dottore di ricerca in Disegno Industriale, Arti figurative e Applicate, specialista in bioarchitettura orientale. Ha ricoperto coperto la didattica per corsi ufficiali in svariate Università italiane per materie inerenti all’ambito del Disegno Industriale. Attualmente vive ad Alessandria e collabora con il Dipartimento DSA di Genova; ha orientato la ricerca, al rapporto tra sapere e pratiche artigianali e produzione industriale nella storia e nella contemporaneità. Presenta “armonia”, un set di piatti per il pasto occidentale, innovativo nelle dimensioni e nel concept che contempla misure idonee all’adeguata presentazione delle pietanze e una più agevole presa, accompagnata dalla digressione della linea curva. Il prototipo presentato, realizzato in collaborazione con il Laboratorio Arteterra di Genova, è in ceramica raku dolce, smaltato in bianco o nero.

Luisa Fontalba e Josè Fontalba Marin Luisa nasce a Ronda in Spagna, dove inizia in giovane età gli studi di pittura. Trasferitasi a Milano verso la metà degli anni ’80 frequenta la scuola di Disegno Marangoni. Qui prosegue la sua formazione pittorica esponendo in varie mostre e contemporaneamente si avvicina e lavora nel campo del design, soprattutto per quello che concerne l’arte della gioielleria disegnando e creando gioielli “scultura”. Suo fratello, Josè, lavora nella società MC3D che pubblica diversi libri di fotografie, tra cui immagini forti in tre dimensioni, utilizzando la tecnologia stereoscopica. Presenta “Olomagic” una vetrina olografica capace di generare immagini tridimensionali nello spazio, che sono in grado di interagire con oggetti fisici reali.