Il cognome è importante ma è nascosto da quella iniziale, la lettera “c�. Adele-C alias Adele Cassina, la figlia di quel Cesare, imprenditore illuminato, che inventò un’azienda importante fatta dal suo amore a da un rapporto unico e irripetibile con i grandi designer del passato, uno su tutti Vico Magistretti.

Una figlia rimasta – per il suo carattere schivo – sempre, volutamente nell’ombra. Ma che qualche anno fa ha deciso di riportare in vita quel patrimonio di conoscenza e sensibilità ereditata dal padre attraverso un piccolo marchio anticonvenzionale di mobili. I pezzi che fa realizzare con cura (e amore) dagli artigiani sembrano classici, perché rimandano a un mondo di esperienze vissute e respirate: materiali sobri, quelli che non stancano mai, pezzi evocativi ma nello stesso tempo iconici. Ma ci sono anche le collaborazioni con artisti – come Mario Airò e Paolo Parisi – per una piccola serie di limited edition.

Modesta, schiva ma con l’occhio attento (anche) alle ultime evoluzioni del design, quest’anno ha scommesso su un designer concettuale, a volte provocatorio, Ron Gilad. E nel suo piccolo stand al Salone del Mobile (e da Dilmos, in via Solferino), ecco il risultato: un’elegante madia in legno e un pouf gigante che al posto dei piedini esibiscono piazzanti sostegni a forma di sedia Thonet. Come dire: rigore e ironia. Alla maniera di papà.