Sandra Vezza è una signora piemontese, allegra e piena di vita. Di mestiere fa l’imprenditrice moltiplicata per tre: la sua azienda principale si occupa gelatine alimentari e farmaceutiche, poi sei anni fa (dall’amore per la natura e le “sue� Langhe) ha acquistato un podere, dei vigneti e produce vini, e ieri, al Salone del Mobile, ha debuttato come “donna del design�. Sì, perché pochi mesi fa si è comprata la Gufram, storico marchio famoso negli anni 70 per pezzi iconici (e ironici) come il Cactus, la Bocca, il Pratone. “Oggetti che collezionavo da sempre. Perché mi ci ritrovo: giocosi e ironici, come mi sento io�.
In realtà, dietro questo bel carattere, è nascosta una grande determinazione: “Da anni puntavo ad acquistarla, era il mio sogno. Ho mancato la prima cessione ma non mi sono fatta sfuggire la seconda�.

Simpatica e decisa, Sandra è anche una brava madre. Scomparso il marito quando aveva solo 29 anni, si è ritrovata da sola con un figlio piccolo, Charley. Che oggi, a 25 anni, lavora al suo fianco in tutte le attività e soprattutto quest’ultima, per cui ha saputo trasmettergli entusiasmo e voglia di fare: “E’ diventata la sua preferita. Perché ha scoperto nel design un mondo fatto di creatività e passione: ci si è buttato a capofitto e per la prima volta lo vedo lavorare, divertendosi, anche 14 ore al giorno�.

Questa settimana saranno al Salone, entrambi, fianco a fianco, a presentare la loro prima “creatura�, una nuova versione del famosissimo cactus-appendiabiti. In una scenografia surrreale saranno lì, madre e figlio assieme, in mezzo a questi pezzi un po’ cartoon. A dimostrare che qualche volta le belle fiabe di mamme (quasi) perfette esistono davvero.