Giuliana, Sara, Tatiana. Federica, Alessandra, Roberta, Francesca, Barbara. Nomi, questi e moltissimi altri, spesso senza cognomi, perché durante l’anno – e soprattutto quando arriva il Salone – ci si sente piu’ volte in una stessa giornata. Ci si conosce, ci si incontra a parlare di lavoro (e a volte anche di altro), quando siamo di fretta ci scriviamo mail e sms o le chiamiamo al volo senza bisogno di convenevoli: dirette, “sul pezzo”, e loro rispondono (alcune persino se è sera, Pasqua o domenica).

Sono le “ragazze del design”, giovani di testa qualunque età esse abbiano: le pr del mondo dell’arredamento. Infaticabili, che lavorino in azienda, in un’agenzia o da sole. Negli ultimi tempi – difficili per tutti – abbiamo intuito alle loro spalle le richieste (pressanti) dei rispettivi boss. E abbiamo letto, accanto alla disponibilità, nervosismo e una buona dose di ansia da prestazione. Sfociati alla fine, per alcune, in un pressing a volte senza limite. Le capiamo. Però ad alcune vogliamo dire che ci accomuna la passione per il nostro lavoro ma ci accomuna anche il rispetto, per i nostri capi è vero, ma soprattutto per noi stesse. A tutte un saluto e un grazie, forti del fatto che di queste dure ma entusiasmanti giornate siamo state il motore e il collante. E che tanti uomini, dei loro successi, una parte la devono a noi.