A Santhià arredamentop d’autore a prezzi scontati dal 30 al 70 per cento. L’inaugurazione della “cittadella della creatività” prevista per venerdì. In vendita p2Prototipi” e pezzi da esposizione

di FEDERICA CRAVERO

Design del mobile, apre il primo outlet italiano


SANTHIÀ – Se, a memoria d’uomo, la prima rivoluzione nell’ammobiliare casa in modo semplice ed economico l’aveva guidata lo slogan di Aiazzone “Provare per credere”, seguita dallo stravolgimento che nel 1989 comportò la comparsa in Italia delle linee accattivanti e del montaggio fai-da-te di Ikea, adesso Santhià potrebbe “battezzare” la terza grande trasformazione dell’arredamento. Venerdì alle 18 nella cittadina del Vercellese s’inaugura il primo outlet in Italia dedicato al design: 13 mila metri quadrati (tra negozi monomarca e un “mall” multibrand) di cucine, mobili, casalinghi, complementi d’arredo, lampade a prezzi scontati dal 30 al 70 per cento, secondo la filosofia degli “spacci”, già largamente diffusi nell’abbigliamento. Si chiama Welchome Santhià ed è il primo polo di Do. it, Design Outlet Italiano, una rete di altri 8 in giro per l’Italia, oltre al capostipite piemontese progettato dall’architetto Pier Paolo Maggiora e realizzato da Svim a pochi metri dallo svincolo della Torino-Milano.
L’idea di riunire in un unico grande polo (aperto sette giorni su sette, festivi compresi, dalle 10 alle 20) 80 tra i marchi più noti della tradizione italiana (da Del Tongo a Calligaris, da Missoni Home a Seletti, da Sambonet a Society-Limonta) è venuta a Mario Esposito, presidente di Retailinprogress, la società che gestisce lo spazio. “Abbiamo scelto solo aziende italiane di target medio-alto – spiega – che hanno trovato un canale alternativo rispetto alla solita distribuzione: per questo siamo orgogliosi di avere tra i nostri marchi imprese italiane che avevano scelto di vendere solamente all’estero e che grazie a questa rete innovativa sono tornate nel nostro Paese”.

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A differenza di quanto avviene nel mondo della moda, che ha fatto degli outlet un fenomeno di massa, l’arredamento non ha collezioni annuali da “smaltire” sottocosto a fine stagione. Ma sicuramente faranno gola per esempio gli arredi presentati durante le fiere: a patto che le dimensioni siano compatibili con quelle di casa propria o dell’ufficio, si possono acquistare mobili di eccellenza a metà prezzo o anche meno. “A volte si tratta anche di pezzi presentati in anteprima, che arrivano qui prima ancora che nei negozi normali – sottolinea Esposito – Inoltre le aziende hanno deciso di portare all’outlet gli stessi prodotti di qualità venduti altrove, ma con un “packaging” più economico: per questo ci sarà anche la possibilità di acquistare alcuni prodotti da catalogo, oltre a quelli esposti”. Naturalmente non a prezzo pieno. La condizione minima imposta dagli organizzatori è che i venditori applichino uno sconto almeno del 30 per cento sul prezzo di listino.
Tuttavia le cifre non sono paragonabili a quelle dell’Ikea, questo deve essere chiaro. Se il risparmio è consistente, si deve comunque tenere conto che le aziende ospitate non sono di fascia economica. Per questo è stato pensato anche un centro servizi con uno sportello per i finanziamenti: fino a cinquemila euro non è nemmeno necessario presentare la busta paga, visto che è immaginabile che uno non vada a fare shopping con la cartellina dei documenti. E, visto che portarsi a casa una cameretta, un tavolo o un letto non è agevole come caricare una borsa di pantaloni e magliette, è prevista anche la convenzione con una ditta per il trasporto e montaggio degli acquisti.
Oltre ai marchi già affermati, l’outlet vuole essere anche una vetrina per i designer in erba: con questo spirito è stata creata Officina 42, in cui per tre mesi i giovani creativi potranno presentare e vendere i propri prodotti.