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Corriere della Sera

Il caso Controlli in Fiera al Salone del Mobile, sei reclutatori e quattro aziende denunciati per lavoro nero

Gli organizzatori: non c’ entriamo nulla, noi affittiamo gli spazi Gli schiavi Uomini prelevati all’ alba fuori dalle fermate del metrò e nascosti sui furgoni

Alla fin della fiera non cambia proprio mai niente. Al massimo ci sono solo lievi mutamenti – aggiornamenti – geografici. Le due decennali basi di reclutamento nei piazzali Lotto e Loreto; filiali come quella di Maciachini; infine new entry come gli immediati spazi esterni del metrò di Rho-Pero. Lì i lavoratori clandestini vengono arruolati, caricati e nascosti sui furgoni, e introdotti nei padiglioni. È successo (anche) all’ ultima Fiera del Mobile: tre caporali sono stati indagati. I negrieri appartengono a tre nazioni differenti che ben specchiano la provenienza degli schiavi: Italia, Romania, Ecuador. Molti italiani, molti europei dell’ Est, molti sudamericani. Ci sono stati anche 8 lavoratori, irregolari, scoperti privi del permesso di soggiorno e che dunque passeranno dei guai. Le colpe, naturalmente, van sempre cercate più in alto. I lavoratori, semmai, hanno la colpa di lavorare anche a paghe misere perché, ovvio, hanno bisogno. Le indagini del commissariato di polizia Rho-Pero, assistito da un’ ottantina di finanzieri, hanno poi scoperto 14 operai di varie aziende contro le quali sono partite le procedure per le multe. Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit, la società che organizza il Salone del Mobile, anche quest’ anno da record per visitatori, numeri e risultati, dice che la sua azienda mette a disposizione, e in affitto, gli stand. Cosa succede negli stand, è responsabilità dei singoli espositori. Che puntano al massimo guadagno col massimo risparmio. Cioè il lavoro nero. Non è una scoperta: è stata l’ ennesima conferma. L’ azione investigativa si è concentrata nei padiglioni 6, 9, 11, 13, 14, 15, 16 e 18 durante le operazioni di smontaggio degli stand. In totale sono state un centinaio le persone controllate dalla polizia. Polizia che altresì ha attività in corso per eventuali violazioni della legge Biagi. Due le aziende nel mirino, una delle quali ha sede legale in Turchia. Dalla Questura tengono a sottolineare che «l’ attività di contrasto è stata pianificata anche con Fieramilano che ha messo a disposizione il proprio personale di sicurezza». Ai controlli di Rho-Pero, hanno aggiunto dalla Questura, «hanno preso parte anche ispettori della Direzione territoriale del lavoro». Ultimo dato d’ indagine: ci sono stati 12 pass d’ accesso ai padiglioni ritirati perché utilizzati da persone differenti rispetto agli intestatari, che avevano ceduto i permessi a parenti e amici per poterli far girare a piacimento senza che ne avessero diritto. È soltanto della scorsa settimana la denuncia della Carovana antimafie: le 6 del mattino – l’ immagine è frequente, quotidiana -, piazzale Maciachini, gruppetti di persone, furgoncini e station wagon che girano come a puntare una preda, e infatti i conducenti stanno scegliendo quali schiavi far salire a bordo e portare in un cantiere oppure in una fabbrica. Quello di Maciachini è stato il primo blitz della Carovana antimafie, costituita da un po’ di sigle (Arci, Libera, Avviso pubblico, sindaci, associazioni) contro il caporalato. C’ è molta fame di lavoro, qua a Milano. Ed è una fame che stravolge, rivoluziona persino le abitudini illegali. «Prima il caporale arrivava in una piazza dove trovava tanti lavoratori e sceglieva. Adesso la selezione si fa nei giorni precedenti via cellulare e attraverso il passaparola fra le comunità d’ origine», aveva spiegato Enzo Moriello, della Cgil. S’ era parlato di cifre. Era stato detto che se un muratore in regola costa all’ impresa 22 euro lordi, un muratore in nero richiede all’ ora 6 euro. Ma anche 5, per non dire 4, oppure 3. E a volte manco lo pagano, può tranquillamento capitare. RIPRODUZIONE RISERVATA **** 200 30 Le persone identificate dalle forze dell’ ordine durante i controlli al Salone del Mobile Le procedure avviate dalla Guardia di Finanza che dovrà fare chiarezza su alcune società

Galli Andrea

Pagina 9
(3 maggio 2012) – Corriere della Sera