L’avevano detto e l’hanno fatto. Indicam e Federlegno hanno denunciato lo Stato italiano alla Commissione europea. Sembra un atto contro natura, un boomerang, il frutto di una strana lotta intestina dal significato oscuro. E, invece, è l’ultima ratio di una protesta coerente contro un provvedimento, la moratoria fino al 2014 della legge che protegge il design d’autore, che smentisce la direttiva europea sul diritto d’autore nel design industriale.
Un recepimento atteso da anni che continua a slittare, con buona pace dei diritti degli eredi dei grandi designer, dei produttori che pagano diritti ingenti agli eredi per poter continuare a riprodurre icone del design, nonché dello stesso Sistema Italia condannato dal Parlamento italiano a tollerare ancora le repliche a strascico delle medesime icone. Le aziende che vivono di questo business avrebbero dovuto già da tempo riconvertirsi oppure innovare, magari assumendo designer giovani e creativi, sfornando prototipi, cercando nuove forme e nuovi mercati. Non l’hanno fatto, non hanno fatto impresa. Alimentando, al contrario, le lobby parlamentari, industria attiva nel ramo dei servizi, viva e vegeta nonostante la crisi e i governi tecnici.

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