Lacrime di cera tengono incollati i ricordi.            Domani i tuoi occhi
      





MyTwitterFriends!
                   
\\ Home Page
Che cos'è un blog se non un racconto giorno per giorno della propria vita personale?
Be’, questo è un blog un po' sui generis... il mio diaro professionale.
Potete scegliere tra due percorsi: il CVLOG, dove troverete ogni sorta di informazione che riguardi la mia vita professionale, e il BOOKLOG, dove invece potrete vedere direttamente i miei lavori.
Qualunque preferiate, non dimenticate di andare a visitare i link proposti nel LINKLOG.
E se poi proprio vi stesse chiedendo il perché, qui troverete la risposta.



BlogRoll
 
Di Syl (del 07/09/2010 @ 01:30:30, in Off Topic, linkato 1 volte)
La creatività è la più grande forma di ribellione che esista.
Se vuoi creare, devi liberarti da ogni condizionamento, altrimenti la tua creatività sarà solo un'imitazione. solo una doppia copia... puoi essere creativo solo se sei un individuo, se dipendi dalla spicologia della massa, non puoi creare. La psicologia della massa è priva di creatività, vive una vita d'accatto, non conosce alcuna danza, alcun canto, alcuna gioia, è una vita d'automi.
[...] Colui che crea non pò seguire la retta via, deve trovare la sua strada, deve farsi largo nella giungla della vita, deve procedere da solo, ed essere un emarginato della folla, dalla psicologia collettiva.
La mentalità di massa è la mentalità più bassa che esista al mondo, perfino i cosidetti idioti sono di gran lunga superiori all'idiozia della metalità collettiva. Ma la collettività ha le sue tecniche di corruzione: rispetta una persona e la onora, se continuerà a sostenere che l'orientamento della mentalità colettiva è l'unica strada giusta.
In passato, coloro che creavano in ogni campo, pittori, ballerini, musicisti, poeti, scultori, hanno dovuto rinunciare alla rispettabilità, per pura necessità: Erano costretti a vivere una vita da Bohémien, una vita da vagabodi: era l'unico modo per essere creativi.
In futuro questo non sarà più necessario.
Se mi capite, se sentite che quando dico è la verità, in futuro ciascuno potrà vivere la propria individualità, e non ci sarà alcun bisogno di fare una vita da bohémien. [...]
Ilmio sforzo consiste nel distruggere la mentalità collettiva e rendere ogni individuo liero di essere se stesso. Allora non ci sarà alcun problema, potrai vivere come vorrai.
L'umanità nascerà in realtà solo il giorno in cui la ribellione dell'individuo sarà rispettata. Il genere umano non è ancora nato, vive ancora nel grembo materno. Quello che vi appare come il genere umano è solo un falso fenomeno.[...]
L'umanità necessita di un nuovo terreno, il terreno della libertà. La bohéme è stata una reazione, una reazione necesaria, ma se la mia visione avrà seguito, non vi sarà più alcuna bohéme, perché non esisterà  più alcuna cosiddetta mentalità collettiva che tenterà di dominare la gente. A quel punto ognuno vivrà in pace con se stesso. [...]
Solo allora ci sarà creatività.
La creatività è la fragranza della libertà dell'individuo.

[Osho - Una perfetta imperfezione]
 

Acqua cheta rompe i ponti.

Me lo ripeteva sempre mio nonno.

Ma io, troppo piccola, non capivo il senso della parola "cheta", come ora, nonostante l'età, non capisco tante altre cose.

Ad esempio,  l'imprescindibile necessità dei giornalisti di alterare le notizie.

Il 20 agosto è accaduto un fatto.

Un uomo ha ucciso sua moglie e poi si è suicidato.

La notiza è solo questa,  nulla da aggiungere, per chi non conosceva quell'uomo.

Ma ogni giornale ha detto la sua.

Senza nessun rispetto per i figli.


Il non plus ultra "Il Messagero" online che strilla  Lei bellissima, voleva la separazione. Lui, innamorato e ferito nell'orgoglio e

"Il Tempo" con "E' stata la gelosia a far scattare la furia omicidia di Patrizio Galli, il 62enne che ha sparato 4 proiettili con una pistola calibro 44 Magnum contro la moglie Catia Carabini 47 anni, uccidendola sul colpo.

Entrambi gli articoli confondono con leggerezza molti particolari della vicenda... le età dei figli, quello che stavano facendo nel mentre, le opinioni che i vicini e gli amici avevano di quell'uomo e di quella coppia, testimoniate invece da molte altre testate online (links a piè di pagina), mentre sembrano conoscere personalmente determinati particolari fisici e spicologici della vittima come dell'omicida.

Per non parlare poi del ricamo finale sulla frase detta da Patrizio al bar prima di allontanarsi.

Da «Vado via che devo sistemare una cosa», come si legge sul secondo articolo di  "La Repubblica" si arriva a  «Vado a casa, ci vediamo più tardi. Devo sbrigare una faccenda urgente con mia moglie» de "Il Tempo".

No-Comment.

Questi giornalisti mi fanno venire il vomito.

Perché poco importa se qualche sedicenne piangerà amare lacrime per l'infangata immagine di suo padre.

L'importante è fare notizia.

E cosa vende di più, in questa Italia bigotta dai valori decadenti, di un omicidio passionale?

Be',  io Patrizio Galli lo conoscevo e  se  la stampa uffciale si permette volgarmente di creare,  vi dirò la mia.

Per tre anni e mezzo abbiamo lavorato insieme.

Patrizio era un uomo di una calma, di una fragilità e di una dolcezza unica che mi ha davvero dato tanto negli anni.

Patrzio, che non ho mai visto arrabbiato,  mi ha insegnato che non vale la pena alzare la voce con chi si sente piu' grosso di te.

"Patrizio perché non ti incazzi! Guarda come ci ha trattato!"

«Aumenterei il suo grado di autostima. Poco importa se ci sta umiliando, ascoltalo, umilia solo se stesso. Sono altre le cose importanti nella vita. Il lavoro finisce dopo otto ore,  la famiglia è quello che ti resta.»

Non conoscevo le loro crisi coniugali, da qualche anno non lavoravamo piu' insieme, perché io, grazie alla mia età, alla mia naturale predispozione al lavoro precario, ero stata una delle fortunate che era riuscita a scappare da quell'azienda che faceva più acqua che affari, come ogni buona società italiana che si rispetti.

Ma allora non parliamo della gelosia, parliamo della cassa integrazione, della depressione che un uomo alla fine della propria carriera, a dieci passi dalla pensione, inevitabilmente prova in una situazione del genere, con una bella moglie e 5 figli da mantere.

Parliamo della disperazione.

Della crisi.

Di un raptus di follia.

Perché questa è la triste notizia.

Un uomo profodamente buono ha ceduto alla propria fragilità.
Niente lo giustificherà mai per quello che ha fatto.

Ma che nessuno si permetta di infangarne più  la memoria.

Linkografia:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/21/non-ne-posso-piu-separiamoci-il-marito.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/21/adesso-come-faremo-senza-mamma-papa.html

http://www.ilcorrieredellacitta.it/1817/cronaca/omicidio-suicidio-alla-nuova-florida-marito-uccide-la-moglie-al-termine-di-una-lite.html

http://ascoli.picusonline.it/notizia/Anconetano+uccide+la+moglie+e+si+spara-Anconetano+uccide+la+moglie+e+si+spara/23452

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=115625&sez=HOME_ROMA

http://www.corriereadriatico.it/articolo.php?id=115626

http://www.gomarche.it/news.php?newsId=258342

http://studio93.it/news/read_news.php?news=37950&category=2

http://www.etvmarche.it/news.php?readmore=1297

http://www.studio93.it/pdf_news/pdf_news.php?article=37939
 
Di Syl (del 09/06/2010 @ 02:29:58, in Vabbè se proprio te lo devo dire..., linkato 79 volte)

Roma 02/06/2010

Ho impiegato diversi giorni per metabolizzare tutto quello che era successo e decidere sul da farsi.

E non è un caso che abbia scelto di scrivervi nuovamente solo ora.

Il giorno della festa della Repubblica.

La Res Publica.

La cosa pubblica, che appartiene a tutti, che è sentita da tutti e fatta per tutti.
La democrazia del popolo.

Quella che i latini ci hanno insegnato e che noi abbiamo dimenticato.
Quella che non ci appartiene più.

Perché, da tempo immemore,  c’è  stata rubata da un’oligarchia nascosta e perché in realtà… siamo sinceri, non abbiamo più voglia di prenderne parte.

Dopo la lettera che ho scritto e pubblicato a destra e manca sulla rete, i cui toni forse sono sembrati quelli di un avvocato pur rimanendo sempre e solo i miei, ho ricevuto diverse telefonate interessanti.
E questo è stato per me già grande motivo di orgoglio.

La mia opera di comunicazione, non di net, aveva colpito dove avevo desiderato.

Il mio obiettivo era stato raggiunto.
Peccato solo che ci fosse stato bisogno di urlare in quel modo per ottenere risposta.

Peccato che coloro che si professavano “semplici cittadini” non si fossero sentiti poi così semplici da accettare l’aiuto di chi gliel’aveva precedentemente offerto, dando risposta a chi gli porgeva domanda.

Ma come si dice?

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia.

Evidentemente questo non è più neanche un paese dove possa regnare il Pubblico Rispetto.

E allora mettiamo alcuni puntini sulle i, almeno su quelle che “Lor Signori” hanno frainteso.

Sylvie Renault, Massimo Righetti, “Nessun Bavaglio” e Play4* in generale, che non è nemmeno una società, ma solo una aggregazione saltuaria di persone relativa a determinati progetti, non fanno politica, ma sensibilizzazione culturale e il loro strumento è l’arte.

Non ricerchiamo la rivoluzione del popolo, ma la sua consapevolezza.

Quindi se avete temuto che volessimo rivendicare qualche diritto su un chicchessia movimento politico, eravate totalmente fuori strada.

Perché a noi non interessa che il nostro pubblico sia di destra o di sinistra, vorremmo solo che fosse composto da cittadini consapevoli.

Capaci di scegliere, di pensare con la propria testa, anziché col tubo catodico.
Per questo ci impegniamo con il nostro lavoro portando avanti le nostre idee di libertà e democrazia.

Di Res Publica, per l’appunto.

Non di politica.

Perché lo stato è interesse pubblico.

A prescindere dal colore di cui si tinge di anno in anno.

Il potere invece un interesse di pochi, anche questo che prescinde dal colore e che finisce col far comportare esattamente come chi si stava contestando.

Detto questo, cosa aggiungere se non che grazie a “Lor Signori”, ho perso già un collaboratore?

Nemmeno direttamente interessato al progetto del “Nessun Bavaglio”, tra l’altro.

“Mi fai apparire come un comunista reazionario antigovernativo” questa la telefonata che ho ricevuto oggi.

Io che non faccio politica, ma sensibilizzazione culturale, ho perso un collaboratore spaventato dalla possibile opinione pubblica.

“Lo so che non fai politica, ma non puoi fermarti a quello che pensi tu, devi allargare il tutto a quello che gli altri potrebbero pensare di te! E’ già difficile trovare un lavoro così, figuriamoci con un’etichetta del genere addosso”.
Io, che ho perso il lavoro nel 2008 “grazie alla crisi”, finendo in mezzo a una strada, avendo lo sfratto, riempiendomi di debiti con gli amici che mi hanno aiutato e sostenuto pur di sopravvivere e andare avanti fino a che non trovato altro con cui sfamarmi…

io che quando Diliberto se ne è uscito con i suoi manifesti “La vostra rabbia è la mia rabbia” ho pensato dentro di me Dilibé, se avessi in corpo un quarto della rabbia che sto provando io in questo momento, questa Italia da mo’ che l’avevi cambiata!

io che quando ho ricominciato a respirare mi sono impegnata sulle mie idee di sensibilizzazione proprio per combattere situazioni come quelle che avevo vissuto, dando possibilità a chiunque di dare visibilità alle proprie capacità e al proprio lavoro attraverso i nostri progetti…

ora vengo tacciata di “negative labeling”.

Grazie a chi?

Grazie a voi.
“Lor Signori dell’Informazione”.

Voi che vi battete contro la censura, ma che avete censurato l’articolo a noi dedicato facendolo sparire inspiegabilmente nell’etere 24 ore esatte dopo, per poi trarne spunto e visibilità per il vostro torna conto la settimana successiva.
Accostando uno slogan praticamente identico a quello che noi stavamo usando a un contest totalmente simile al nostro.

Prima solo dedicato a foto provenienti dai vostri lettori, ora anche con foto “d’autore”, chiaramente effettuate da professionisti, come le nostre.

Il danno SEO?
Irreparabile.

E chi sa di cosa sto parlando, non ha bisogno di spiegazioni.

Per non parlare degli altri.

Ma al di là di questo,  se vi foste sentiti così “semplici” come noi, non ci avreste forse dato accoglienza?

Non ci avreste reso partecipi della comune intenzione?

Quale il senso del vostro silenzio di fronte alla nostra proattiva cooperatività?

Quale terribile impedimento vi avrebbe negato la possibilità di far coesistere e camminare insieme il movimento politico al fianco di quello culturale, nato da “semplici cittadini” come voi stessi vi professate?

O forse la Res Publica non è più Publica come “Lor Signori dell’Informazione” vogliono far credere che sia?

Noi, comunque, andiamo avanti.

Il 17 giugno 2010 esporremo “Nessun Bavaglio” in occasione dell’apertura dell’Estate Romana all’interno della manifestazione “Lungo er Tevere”, dirimpetto al Chakra Café, sulla riva del Tevere per l’appunto di fronte viale Trastevere (a sinistra sotto Ponte Garibaldi, Roma).

Oltre ad esporre, allestiremo un set per raccogliere ulteriori adesioni culturali ed effettuare nuovi scatti di protesta.

Siete tutti invitati quindi a dare il giusto risalto mediatico alla cosa se lo desiderate, ma soprattutto a venire e prenderne parte.

Perché a pensarci bene, tra i nostri veri “semplici cittadini”, mancano solo le vostre facce.

Sylvie Renault

“Un rivoluzionario appartiene al mondo politico; il suo approccio passa attraverso la politica. Egli pensa che cambiare la struttura sociale sia sufficiente per cambiare l’essere umano.

Un ribelle, per come io intendo questo termine, è un fenomeno spirituale. Il suo approccio è assolutamente individuale. La sua idea è questa: se vogliamo cambiare la società, dobbiamo cambiare l’individuo. La società in sé non esiste: è solo una parola, come “folla”; se la cerchi, non la troverai. Ovunque incontri qualcuno, incontri un individuo. “Società” non è altro che un nome collettivo privo di realtà, senza sostanza.

L’individuo ha un’anima, quindi può cambiare, evolversi,  trasformarsi. La differenza è enorme.

Il ribelle è l’essenza stessa della religione.

Egli porta nel mondo un cambiamento di consapevolezza… e se la consapevolezza cambia, la struttura della società non può che seguirla, è inevitabile.

Il contrario, invece, non è possibile: tutte le rivoluzioni l’hanno dimostrato, perché hanno fallito.

Nessuna rivoluzione è riuscita a cambiare gli essere umani, ma sembra che non ce ne siamo accorti.

Ancora continuiamo a pensare in termini di rivoluzione, di cambiamento della società, del governo, della società, della burocrazia, delle leggi, dei sistemi politici. Feudalesimo, capitalismo, comunismo, socialismo, fascismo: tutti, a loro modo, erano rivoluzionari, e tutti hanno completamente fallito, un fallimento inequivocabile perché l’uomo è rimasto lo stesso.”

Liberi di essereOsho, mistico e filosofo indiano che ha dedicato la propria vita al risveglio della consapevolezza.


 
Di Syl (del 30/05/2010 @ 00:11:41, in Off Topic, linkato 72 volte)
La vita è un attesa.
Di vedere la luce prima nascere, di imparare a mangiare prima di lasciare il seno, di cominciare a parlare prima di smettere di gemere, di camminare dopo aver solo gattonato.

La vita è un attesa.
E attendo di acquisire saggezza, di trovare l’amore, di avere stabilità economica, di vedere riconosciuti i miei meriti, di avere giustizia.

Attendo un lavoro sicuro.
Attendo di capire cosa sia la sicurezza.

La vita è un attesa e anche se intorno tentano di convincermi che con il denaro potrò ottenere tutto, comunque dovrò attendere di accumularne per illudermi che non debba più attendere.

Così non compro nulla, ma aspetto l’autobus che passi, che smetta di piovere, che torni il sole e quando è tornato aspetto che arrivi di nuovo la notte.
Aspetto che arrivi l’estate e quando fa troppo caldo aspetto con ardore di nuovo che arrivi l’inverno.

Io aspetto.
Perché la vita è un attesa.

E quand’ero piccola aspettavo di crescere, quand’ero adolescente aspettavo di diventare adulta e ora che sono adulta… aspetto di diventare vecchia.
Quando sarò vecchia aspetterò di morire.

Perché la vita è un attesa.

E non date adito a chi vorrà farvi pagare un biglietto per smettere di attendere.
Anche se ci riusciste, perdereste il senso profondo della vostra vita.

L’attesa.
 


Leggi lo stesso articolo anche su Dillinger.it
Dopo 5 giorni di attesa e tentativi di contatto con lo staff del Gruppo Editoriale L'Espresso, Divisione Repubblica, No Bavaglio e Valigia Blu, per appianamento pacifico della controversia, inizia la rivendicazione ufficiale del Diritto d'Autore sul movimento "No Bavaglio", per i risarcimenti morali e mediatici.

Nel seguente articolo:
Oggetto;
Reale paternità del movimento e del progetto fotografico;
Elenco delle violazioni;
Richieste

Il documento completo, inviato ai diretti interessati tramite raccomandata a/r, comprensivo del punto "Svolgimento dei fatti" è scaricabile qui:
http://www.play4.org/Nessun_bavaglio_rivendicazione_Diritto_d_Autore.pdf

-----------------------------------------

All’Attenzione dell’Ufficio Legale del “Gruppo Editoriale L’Espresso”, “Divisione La Repubblica”, Staff “NoBavaglio” e Staff “Valigia Blu”

Oggetto:

rivendicazione Diritto d’Autore sul movimento “No Bavaglio” e successivo contest fotografico indicato come “La rivolta dei post-it” e relativi risarcimenti danni morali e mediatici.

Reale paternità del movimento e progetto fotografico:

“Nessun Bavaglio”, di Sylvie Renault e Massimo Righetti, Team Play4*, rilasciato sotto Licenza Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia” così come indicato sul sito di appartenenza progetto www.play4.org, dove è possibile leggere la scheda dettagliata del progetto (http://www.play4.org/index.html#bava) e visionare foto contest (http://www.play4.org/nessun_bavaglio_cosa_pensi_della_censura_su_internet.html#port).

Elenco delle violazioni da parte del Gruppo Editoriale L’Espresso, Divisione La Repubblica, Staff “NoBavaglio” e Staff “Valigia Blu”:

  • Appropriazione indebita senza attribuzione di paternità del progetto “Nessun Bavaglio”.
  • Alterazione e trasformazione dell’opera.
  • Sfruttamento commerciale non concesso.

Vista la non curanza dimostrata verso la nostra completa disponibilità nell’appianare la questione in maniera semplice e collaborativa, visti i diritti lesi con tale leggerezza, con i conseguenti danni subiti, ci sentiamo obbligati a porre le seguenti richieste di risarcimento morale e mediatico.

Richiesta risarcimento danno:

  • Pubblica ammissione della paternità del movimento e del progetto fotografico inerente.
    La stessa assieme alle  pubbliche scuse verso Sylvie Renault, Massimo Righetti e tutto il Team Play4* dovrà apparire oltre che sui portali de “La Repubblica” e “L’Espresso” anche  sul quotidiano “La Repubblica” e il settimanale “L’Espresso”  e non in forma di trafiletto o ultime pagine, ma sotto forma di articolo.
  • Re inserimento dell’articolo “Metterci la faccia contro la censura sul web” all’interno del portale de “L’Espresso” e “Repubblica” con presenza in home page e home page sezione con riferimento diretto al nome del progetto “Nessun Bavaglio” STRANAMENTE omesso al momento della pubblicazione avvenuta in data 05/05/2010 nonostante nostre differenti indicazioni in merito.
    Tale presenza dovrà equivalere ALMENO a tutto il periodo di esposizione mediatica di cui il “No Bavaglio” ha goduto senza riferimento diretto alla sua paternità.
    All’interno dell’articolo dovrà inoltre esserci diretto riferimento su come il movimento “Nessun Bavaglio” sia stato fonte d’ispirazione per “No Bavaglio”.
    Tale articolo dovrà essere re inserito tra quelli in archivio ricercabili dal motore di ricerca del portale.
  • Presenza del marchio Play4* e dove possibile riferimenti ai relativi siti e pagine facebook,
    su ogni pubblicazione del “No Bavaglio” e del relativo contest fotografico, sia che ciò avvenga online o sui media tradizionali.
    Il dettaglio di questi link sarà discusso successivamente e in base all’uscita.
  • Coinvolgimento diretto sull’organizzazione di ogni attività di sensibilizzazione attuata attraverso l’utilizzo del movimento “No Bavaglio” e del contest fotografico.
  • Partecipazione diretta del team Play4* nell’organizzazione e svolgimento di tali eventi.
  • Nell’ottemperanza del diritto dell’autore di non permettere uno sfruttamento commerciale dell’idea, ma condividendo la causa per la quale il vostro movimento attualmente raccoglie fondi,  in via del tutto eccezionale visto lo svolgersi dei fatti, sarà concessa una eccezione alla licenza e permesso tale sfruttamento.
    Ma il 30% dei ricavati dovrà essere devoluta in forma risarcitoria all’Istituto Cultura Brasile Italia (d’ora in avanti ICBIE,) il cui fine ultimo è “quello di educare e migliorare i giovani di Salvador fornendo loro un’istruzione di qualità e una abilità artistica che potrà permettergli di ottenere più facilmente un lavoro dignitoso per sfuggire alla povertà, all’ignoranza e alla violenza”, fatta eccezione della somma utile a  coprire le spese sostenute dal Team Play4* per l’organizzazione e realizzazione di quanto precedentemente elencato.
  • Nello specifico dell’evento/manifestazione/concerto in programma per il 19 giugno, come nei successivi che verranno organizzati, si richiede di:
  • far esibire uno o più artisti del concorso RomaExplorer “Vocinuove 2010”;
  • poter contestualmente vendere proprio materiale promozionale e promuovere propria immagine. Gli introiti saranno devoluti anch’essi all’ICBIE, fatta eccezione della somma utile a coprire le spese sostenute dal Team Play4* per l’organizzazione e realizzazione di quanto sopra elencato.

Come già proposto nelle precedenti comunicazioni, si ribadisce l’assoluta volontà e voglia di agire insieme unendo le energie nella lotta per il fine ultimo comune: l’abbattimento di ogni censura.

La natura del seguente documento scaturisce solo dall’incredibile contraddizione scatenatasi dal vostro non curante atteggiamento verso chi, dal basso, da VERI SEMPLICI CITTADINI, aveva iniziato la vostra stessa lotta molto prima di voi legando ad essa un progetto artistico e culturale di sensibilizzazione, da voi poi successivamente sfruttato senza riconoscimento alcuno.

Come scrisse il vostro collega Tiziano Terzani in una sua famosa lettera

“Per difendere non c’è bisogno di offendere”.

Play4* aggiunge che per far rispettare un diritto non c’è bisogno di lederne un altro.

Il Team di Play4* si rende quindi disponibile a una pianificazione UNICA di sensibilizzazione e raccolta fondi, mettendo a disposizione gratuitamente, salvo rimborsi spese e richieste sopra elencate, le proprie competenze tecniche ed artistiche in Comunicazione, Social Marketing, Merchandising, Branding ed Organizzazione Eventi.

In difetto, decorso invano il termine di 10 giorni dal ricevimento della presente, ci riserviamo il diritto di adire le vie legali per la tutela dei ns. lesi diritti senza ulteriore avviso e con aggravio di spese a Vs. esclusivo carico.

Roma 23/05/2010

Sylvie Renault - Play4*Creative                                                           Massimo Righetti - Play4*Photographer

 
 

Ci sono 11 persone collegate

Naviga il book per percorsi incrociati!!!
Medesimi contenuti organizzati
per cliente o progetto... più qualche novità!



Trovati  41  percorsi cross








View Sylvie Renault's profile on LinkedIn








Creative Commons License



Questo sito e tutto il suo contenuto è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

Eccezione fatta per grafica e marchi diversamente registrati da terzi.




08/09/2010 @ 3.43.16
script eseguito in 469 ms