Consob, arriva la figlia di Scaroni a vigilare sull’Eni

 

La Consob, ha assunto a tempo determinato Clementina Scaroni, figlia del numero uno dell’Eni Paolo Scaroni, con la delibera 17870, che arriva dopo la decisione di bloccare cinque concorsi pubblici per dodici posti.

La Commissione Nazionale per la Società e la Borsa, autorità amministrativa indipendente, “la cui attività è rivolta alla tutela degli investitori, all’efficienza, alla trasparenza e allo sviluppo del mercato mobiliare italiano”, ha così reclutato la figlia dell’ad del colosso dei carburanti, sul quale vigila.

La giovane avvocatessa risulta infatti “vincitrice della selezione per il profilo di esperto in diritto commerciale e amministrativo”. La selezione è avvenuta per titoli e la Scaroni avrebbe ottenuto il punteggio di 54,00. Assunta nella categoria C1, equiparata quindi alla qualifica di funzionario di secondo livello, Clementina Scaroni, guadagnerà circa 60 mila euro lordi l’anno, per i prossimi cinque anni.

La figlia di Paolo Scaroni, sino a poco tempo fa legale dello studio milanese Bonelli Erede Pappalardo, tra i cui clienti figura anche l’Eni, lavorerà presso la filiale milanese della Consob, occupandosi nello specifico del contenzioso. Inizialmente l’avvocatessa era stata destinata alla Divisione Intermediari / Ufficio Vigilanza e Albo Intermediari e Agenti di cambio. Tuttavia attraverso un successivo ordine di servizio, dal 3 ottobre la stessa è stata spostata alla Consulenza legale / Ufficio Intermediari e Mercati. Essendo però la sede legale principale della Consob situata nella città di Roma, l’avvocatessa potrà, qualora nelle sue funzioni dovesse presentarsi dinanzi al Tar, usufruire di ulteriori benefici economici. Le trasferte infatti le saranno rimborsate, con circa 150 euro in più nella busta paga per ogni giorno fuori sede.

Il senatore dell’Idv, Elio Lannutti, aveva denunciato già nel mese di agosto l’episodio, oggi riportato da Il Fatto Quotidiano, criticando “l’assunzione di un esperto di diritto commerciale alla Commissione nazionale per le società e la borsa senza aver indetto alcun concorso pubblico, e la scelta di Clementina Scaroni, che dell’amministratore delegato di Eni non è un’omonima”.

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