Monte Urano (Fermo), 7 aprile 2012 – DA UN VECCHIO calzaturificio dismesso a una moderna fabbrica di prodotti di alto design. Tutto fuorché ‘bamboccioni’ Andrea e Roberto Smerilli che hanno deciso di riaprire il calzaturificio dei genitori, trasformandolo un un’innovativa industria di manti per il rivestimento di edifici. E hanno anche assunto i genitori, permettendo loro di versare i contributi necessari a maturare la pensione.
Metalroof è un’azienda specializzata in coperture e rivestimenti metallici di particolare pregio architettonico
, realizzati con zinco al titanio, rame, alluminio e acciaio inossidabile. Ha sede a Monte Urano, in provincia di Fermo, nelle Marche. Un modello di impresa che diventerà un esempio nell’ambito di un seminario organizzato dalla Compagnia delle Opere ad Abbadia di Fiastra.
Come è nata la vostra avventura imprenditoriale?
«Cinque anni fa, mio fratello ed io — racconta Andrea — volevamo realizzare la copertura di un gazebo di una nostra casa di campagna. Su Internet abbiamo individuato un sistema di copertura che ci piaceva molto. Abbiamo chiesto ad alcune ditte se lo potevano realizzare senza trovare riscontri. Così abbiamo fatto il progetto per poi passare alla realizzazione».
Dal gazebo di campagna all’azienda?
«Certo, la Metalroof ha ora la sua sede nel capannone dove i nostri genitori gestivano un calzaturificio».
Come siete strutturati?
«Siamo un’azienda di giovani composta da tredici persone. E tra i dipendenti ci sono anche i nostri genitori che abbiamo assunto e quotidianamente lavorano con noi in azienda. Metalroof oggi riesce a garantire occupazione: è in continuo sviluppo con cantieri aperti in tutta Italia e commesse importanti, anche per colossi come Enel».
Oltre al design quali sono i vantaggi delle vostre coperture?
«Un efficace di risparmio energetico grazie agli innovativi sistemi che produciamo per le coperture».
Quanto fatturate?
«Ora quasi un milione di euro. Ma stiamo pensando ai mercati esteri», conclude Andrea Smerilli che è anche l’amministratore delegato della Metalroof».