Gran finale per la Design Week di Milano

18 aprile 2015

Souvenir di Milano 2015, performance artistica di Silvia Mei. Piazza Affari, Milano, 14 aprile. Foto: Alessandro Gaja


AddThis


Email

Ancora per due giorni – e due sere! – Milano sarà animata dal finissage della sua Design Week, cominciata ufficialmente martedì con l’apertura del Salone Internazionale del Mobile e le tante inaugurazioni di mostre e temporary showroom in giro per la metropoli. Anche Sky Arte HD ha accompagnato i suoi telespettatori attraverso il Fuorisalone 2015, non soltanto sul piccolo schermo: fino a domenica 19 aprile, continuerà l’Elita Design Week Festival al Teatro Franco Parenti, mentre in Piazza Affari altri due appuntamenti avranno luogo per la rassegna Souvenir di Milano 2015.

Al quartier generale del Teatro Franco Parenti, in Porta Romana, continua a essere attivo lo spettacolare allestimento video realizzato da Sky Arte HD per il festival di Elita. Giunto alla decima edizione, anche quest’anno l’Elita sta dettando legge nella scena del clubbing e dell’intrattenimento, in una Milano mai più affollata per la Design Week.
Sky Arte HD continua poi a portare in Piazza Affari l’arte contemporanea, con spettacolari videoproiezioni sul celebre monumento L.O.V.E. di Maurizio Cattelan e su Palazzo Mezzanotte.
Per le ultime due serate in programma, ad animare Souvenir di Milano ci sarà prima la performance di Giulio Zanet e, domenica 19 aprile, l’esibizione live collettiva di tutti i giovani artisti che in questi giorni si sono susseguiti: Silvia Mei, Thomas Berra,Graziano Folata e Tony Fiorentino.
Partner importante di entrambi gli interventi artistici – tanto al Teatro Franco Parenti quanto in Piazza Affari – è Souldesigner, che ha realizzato per Sky Arte HD le video installazioni in entrambe le location.

Anche sul piccolo schermo, l’appuntamento con il design è destinato a diventare una costante del palinsesto Sky Arte HD. Fino a domenica, ogni giorno alle 20.50 andranno ancora in onda gli aggiornamenti direttamente dalla Design Week, nelle speciali pillole De.sign – Fuorisalone 2015. Nelle prossime settimane, invece, ogni martedì in prima serata tornerà l’appuntamento con i documentari esclusivi della nuova stagione di De.sign.



Article source: http://arte.sky.it/2015/04/gran-finale-per-la-design-week-di-milano/

Quanto è “social” il made in Italy: ecco i brand del design più attivi su …

(Corbis)(Corbis)


Guzzini Illuminazione, Arper e Kartell sono i tre brand italiani del design e della casa più social, sia su Facebook che su Twitter. Il risultato emerge da uno studio realizzato dal Centro Studi di MM-One Group, agenzia specializzata nella realizzazione di modelli di e-business per le aziende, che ha stilato una particolare classifica sulla promozione tramite attività di social media marketing, considerando 15 brand selezionati da “Le Quotabili 2014” di Pambianco. Si tratta dei marchi Flos, Kartell, BB Italia, Artemide, Minotti, Gessi, Arper, Alessi, Molteni, Calligaris, Guzzini Illuminazione, PoltroneSofà, Trend, Scavolini, Poliform.
Facebook è il canale di promozione online utilizzato maggiormente da Guzzini Illuminazione, Arper, Kartell, BB Italia e Poliform, considerando il tasso di interazione, la frequenza di pubblicazione, l’anno di iscrizione, il numero di App, la presenza dell’invito all’azione e il numero di lingue utilizzate. Guzzini Illuminazione è l’unico brand tra quelli selezionati che dedica una pagina Facebook per ciascun mercato considerato: italiano, inglese, francese e spagnolo, segno di una forte tendenza all’internazionalizzazione. La maggior parte degli altri brand, invece, utilizza soltanto la lingua inglese per comunicare tramite Facebook (come Flos, Kartell, BB Italia, Artemide, Minotti, Gessi, Arper, Poliform), mentre altri usano l’italiano come seconda lingua sempre però nella stessa pagina (come Alessi, Molteni, Calligaris, Trend e Scavolini). PoltroneSofà è l’unico brand che utilizza solo la lingua italiana.
Facebook consente di inserire delle App che permettono il collegamento ad altre piattaforme oppure ad altre pagine web. Tra tutte le applicazioni, il collegamento agli altri social, in particolare a Pinterest, Instagram e YouTube è quello più utilizzato (video e fotografie i contenuti più condivisi). Inoltre, da qualche mese Facebook consente di inserire all’interno delle pagine aziendali un bottone di invito all’azione, per incrementare il tasso di conversione. Sebbene otto aziende non abbiano ancora sfruttato questa opportunità, l’iscrizione alla newsletter, la richiesta di contatto e il collegamento allo shopping online sono i bottoni più utilizzati. Un’opportunità di promozione colta ancora da pochi.
Anche il canale Twitter è fondamentale per la promozione online. Tra tutti i brand selezionati, Guzzini Illuminazione, Kartell, Arper, Scavolini e Poliform sono le aziende che meglio sfruttano le potenzialità della piattaforma. In particolare Arper, Guzzini Illuminazione e Kartell risultano essere i profili più seguiti, twittati e retwittati, seguiti da Artemide e Calligaris. In termini di frequenza di pubblicazione, Guzzini Illuminazione e Kartell sono quelli che postano più frequentemente: in media 4,7 tweet al giorno per Guzzini Illuminazione e 3,5 per Kartell.
“Il consumatore, tramite i social network, ricerca informazioni, recensisce i prodotti e comunica alla cerchia di utenti la propria soddisfazione – spiega Mauro Cunial, presidente di MM-One Group -. Le piattaforme social diventano gli ambienti dove inizia il processo di acquisto e dove i brand possono alimentare i desideri e i sogni degli utenti. Chi comprende la potenzialità di interazione e coinvolgimento degli utenti con i social network, avrà sicuro successo nel mercato. L’utenza si fida sempre più del brand grazie anche alla credibilità condivisa sui social”.

Clicca per Condividere

TAG:
Arper, Calligaris, Molteni, Poliform.Facebook, Trend, MM-One Group, Flos, Poltronesofà, BB Italia, Gessi, Alessi, Minotti, Mauro Cunial, Guzzini Illuminazione, Kartell, Marchi e brevetti

Article source: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2015-04-18/quanto-e-social-made-italy-ecco-brand-design-piu-attivi-facebook-e-twitter-204616.shtml?uuid=ABCRguRD

Design Week: 5 Regole per una Nuova Philosophy of Furniture

Finalmente, il Salone del Mobile. Energia, valori e cultura dei designer più cool del momento distillate in una settimana a Milano, caput mundi delle estetiche d’avanguardia che, strizzando l’occhio a Expo 2015, ospita la prestigiosa fiera delle suppellettili fino a domenica 19 aprile. Laboratorio di idee che racconta le abitudini da abitare oggi, ponendo le basi per una futuribile dialettica tra il concetto di living tradizionale e le esigenze di un mondo social in frenetica evoluzione, sempre avido di nuove tendenze.

Nel 1840 Edgar Allan Poe pubblicò sul Burton’s Gentleman’s Magazine di Philadelphia il saggio intitolato The Philosophy of Furniture, descrivendo la sua stanza ideale come luogo dove leggere e pensare: una catacomba contemplativa, rifugio dall’esistenza, santuario senza rumore dove l’anima può trovare una misura di pace.

I tempi, però, sono cambiati. Scrolliamoci la polvere di dosso. Gli esperti dicono che il design sia il costante adattamento delle cose al nostro modo di vivere: una bioarchitettura che si imbeve di sapere relativo sia alle statistiche del consumo altolocato sia alla sfera emozionale dell’uomo contemporaneo. Qual è dunque la filosofia dell’arredamento su cui puntano i brand del presente? Ecco cinque regole per chiarirne gli aspetti essenziali:

1.   Smaterializzazione della materia 

design week 2

Uno dei dogmi portanti della nuova filosofia dell’arredamento è liquefare ciò che inutilmente occupa i cm² del nostro spazio vitale. Librerie senza libri si assottigliano fino ad assomigliare a superfici quadrate di acqua flessuosa, da modellare e incastrare a piacere, come evanescenti tessere di LEGO. In tal modo l’individuo non subisce l’irruenza oggettiva delle cose, che invece fluiscono con eleganza smaterializzandosi nella matericità di un luogo necessariamente condiviso da soggetto e oggetto. Il gioco fra noi, oggetti e spazio non è mai stato così semplice.

2.   Alchimia Hi-Tech

design week 3

Textile Transmutations, invenzione made in Singapore, non è solo un abito scultura tridimensionale, ma anche e soprattutto un meraviglioso esempio dell’incontro alchemico fra design, fashion e tecnologia. La creazione innesta forme tridimensionali su tessuti variabili, utilizzando il calore, il vapore e stampi su misura. I tessuti 3D vengono tagliati secondo l’andamento di pattern circolari ripetuti, formando sagome di oggetti indossabili, da utilizzare a seconda dei nostri bisogni quotidiani: da comodo scaldaspalle per la mamma, a simpatica tovaglietta breakfast usa e getta per i più piccoli. E se l’abito non fa il monaco, possiamo comunque mettere la bellezza al servizio della praticità. Nostro figlio deve andare a una festa di Halloween senza sfigurare? Ecco un mantellino glam da supereroe. Insomma, opere come questa, realizzate in maniera ecosostenibile rivalutando l’artigianato con ingegnosi abbinamenti di materiali Hi-Tech, riflettono un concept creativo su cui si iniziano a investire milioni di Euro.

 3.   Ipertrofia a LED

design week 4

Il Salone del Mobile disegna le traiettorie di un neoumanesimo postmoderno, dove la luce optoelettronica è protagonista. La luce ha lo scopo di inghiottire le zone d’ombra dell’uomo, umanizzandosi. In altri termini, si cerca di spiegare la natura intrinseca e fisica della luce attraverso un percorso meta-antropologico immersivo. Ogni luce è una vita. Ogni luce è una ricerca sull’essenza della luce che pende sulle nostre vite, come una serie di bottiglie matericamente rifunzionalizzate nella liquidità del LED. Propagazione rettilinea, diffrazione, riflessione e rifrazione, sono pensate in modo da essere sincronicamente onda e corpuscolo. La luce si esalta come in un cristallo generando stupefacenti effetti: se la Venere cnidia di Prassitele (IV secolo a.C.) svela la propria divinità nell’atto di togliersi il peplo per immergersi nelle sue abluzioni rituali, le bottiglie a LED hanno una voce, uno stato d’animo, denudano la propria umanità fagocitando tutte le ombre dell’uomo che alberga sotto la loro egida policroma.

4.   Ontologia transfunzionale

 

Per stare al passo con i nuovi trend del settore arredo-casa, l’oggetto deve essere transfunzionale, ossia mutare il proprio essere oggetto in rapporto alla funzionalità spaziale suggerita dalla dinamica soggettiva del living in questione. Uno sgabello, ad esempio, deve inglobare un know-how polidirezionale: deve sapersi trasformare da seduta a tavolino, da mero accessorio a principio estetico fondante del living. Il restyling della tradizione passa anche attraverso lo sgabello. Oggetto quotidiano frivolo solo in apparenza. Non a caso Ermenegildo Zegna presenta la seduta Baco, costruita con doghe di botti di rovere, simbolo della ‘terza vita’ del legno per il riciclo e il recupero di botti. Il particolare utilizzo di questo materiale, elemento caratterizzante del progetto Barrique, è esaltato dal gioco cromatico e di contrasti tra il colore violaceo all’interno della seduta e il colore chiaro del rovere nella parte esterna. Ogni pezzo, unico nella sua fattura, è realizzato da un Design Lab costituito ad hoc secondo una strategia flessibile all’insegna del contract più completo, che si è rivelata vincente.

5.   Defenestrazione del non visibile

design week  7 design week 6

 

Dimentichiamoci de La camera di Vincent ad Arles (Vincent van Gogh, 1888, Van Gogh Museum, Amsterdam), nella cui claustrofobia ciascun oggetto cela e trasuda inquietudini insondabili. Apriamoci, invece, alla trasparenza espositiva del nuovo concept di camera da letto. Non solo il letto – luogo di relax, sogni d’oro e altro – deve tendere a una compenetrazione liquida con il living, ma deve anche mostrarsi (e mostrare); deve mettersi nella predisposizione teorica al dialogo luminoso con l’esterno, come se tutto ciò che normalmente si considerava segreto potesse essere guardato da tutti. Questo neovoyeurismo che pone al centro la libertà espressiva dell’uomo, si esprime concettualmente nella defenestrazione del non visibile, grazie all’abbattimento delle antiche barriere visive e all’istallazione di megafinestre che inondano di luce l’interno. Basta quadri appesi alle pareti. Basta tende che impediscono di ammirare l’essenziale bellezza di un design che mette l’intimità fisiologica dell’uomo in vetrina. La quinta regola della nuova filosofia dell’arredamento si può dunque riassumere nelle ultime (benché controverse) parole pronunciate da Goethe sul letto di morte: ‘Mehr Licht’.

Article source: http://www.smartweek.it/design-week-5-regole-per-una-nuova-philosophy-of-furniture/

Al Fuori Salone il design eco-sostenibile

Cosa rimarrà di questo Fuori Salone quando domenica si chiuderà la settimana del design? Difficile dirlo. A meno di quindici giorni dall’inizio di Expo l’attenzione del grande pubblico è tutta concentrata sulla data di apertura del primo maggio e molti designer già si stanno preparando a “sbaraccare” le loro avvenieristiche installazioni per trasferirle altrove. Di sicuro resteranno le idee (alcune geniali, altre senza dubbio creative ed altre ancora semplicemente incomprensibili) e i diversi modi di interpretare una società che sta cambiando e che, soprattutto, necessita di un cambiamento.

“Dobbiamo rivoluzionare il mondo per salvaguardarlo da una fine prematura. Oggi Industria e Tecnologia sono un qualcosa di cui non possiamo fare a meno, mentre possiamo tranquillamente sopravvivere senza il consumismo più sfrenato che inquina la terra e i mari. Noi qui recuperiamo e riutilizziamo tutto per creare cose destinate a durare nel tempo con un impatto ridotto sulla Natura”, questa, in sintesi, la filosofia di Angelo Grassi, designer romagnolo, che da oltre vent’anni porta caparbiamente avanti il suo progetto eco­sostenibile e che, questa settimana, ospite di Palazzo Cusani, nel cuore del Brera Design District, presenta al pubblico la linea OrtoFabbrica, in cui elementi di origine diversa si fondono insieme per dar vita ad eleganti ed anticonvenzionali oggetti d’arredo quotidiano.

E così il visitatore può lasciarsi sprofondare dentro un sedia con rete di caucciù naturale e scheletro in acciaio inox oppure accomodarsi ad un tavolo di tondini in ferro saldati e ricoperti di edera rampicante, poi ci sono ancora i “pesi massimi in movimento”, spessi blocchi di cemento armato che si spostano con una lieve spinta grazie a piccoli cuscinetti a sfera, e le “credenze riciclate”, mobili assemblati con legno di recupero. Tutti prodotti che rappresentano in qualche modo la filosofia, tanto cara ai nostri nonni, del “non si butta via niente”.

“Vivendo nell’ottica del consumo e del guadagno a tutti i costi si rischia di perde un patrimonio di tradizioni e cultura generale che, invece, va tramandato alle generazioni future e che oggi la scuola non tutela a sufficienza. Noi siamo un’alternativa che vuole confrontarsi, migliorarsi e mostrare i risultati che ha ottenuto in molti anni di fatica, e il Fuori Salone è l’occasione giusta per farlo e per conoscere progetti altrettanto innovativi”, dice Angelo indicando una “belledenuit”, un lampadario ottenuto dalla lavorazione di un vecchio fusto di benzina e realizzato dalla designer Nadja Galli Zugaro, tanto bello da confondersi alla perfezione con gli arredi d’epoca di Palazzo Cusani.

Article source: http://www.ilgiornale.it/news/milano/fuori-salone-design-eco-sostenibile-1117915.html

Salone del mobile – Armadi, luci,…

INVIATA A MILANO. L’armadio avrà una tiratura limitata: solo 10 esemplari. Ma del resto non è un oggetto per tutte le tasche, costando circa 90mila euro. Ante di pergamena, finiture pregiate, è uno dei pezzi pregiati che i produttori toscani presentano al Salone del Mobile di Milano. Che, mai come quest’anno, è la vetrina del Made in Italy e del Made in Tuscany, sospinto dai ritrovati venti di ripresa economica. L’artigianalità della Toscana può competere sui mercati internazionali grazie alla cura dei dettagli e ad una lavorazione specializzata, frutto di un lunga tradizione, che all’estero non riescono a imitare. I mobili come sculture, preziosi come gioielli. Fatti di intagli o con linee più semplici, hanno una cura dei dettagli (come maniglie e cerniere che quasi non si vedono) che restano il loro punto forza. Le lampade diventano installazioni, sfruttando le nuove tecnologie. Oggi e domenica 19 la più grande esposizione internazionale dedicata all’arredamento, in questi giorni riservata agli operatori del settore, è aperta al pubblico. Il fine settimana ideale per chi vuole andare a caccia del meglio dell’eccellenza toscana, in vetrina insieme ad un’infinità di proposte internazionali sia nei padiglioni del Salone che negli spazi speciali dedicati al Fuorisalone, diventato sempre di più un evento nell’evento.

GRANDI NUMERI. Già sulla carta i numeri della 54esima edizione, con 2.106 espositori (di cui 157 toscani) e 700 giovani designer su 201.700 metri quadrati espositivi con le biennali Euroluce e Workplace3.0 – Salone Ufficio, sono tali da non deludere le attese. I padiglioni espositivi per mobili e complementi d’arredo sono ordinati per tipologia stilistica del prodotto, design, moderno, classico. Girando negli stand si può trovare ogni soluzione per la casa, mentre aumentano le aziende che danno spazio ai bambini, ai mobili per l’infanzia fatti di materiali ecologici.

Emiliana Martinelli della Martinelli Luce di Lucca

UNA LUCE NEL TUNNEL. Tra le migliori proposte del mondo sull’illuminazione ci sono quelle dell’azienda Martinelli Luce di Lucca che ad Euroluce festeggia due compleanni d’eccezione. Cinquant’anni sono passati dalla prima uscita di Pipistrello, la lampada creata nel 1965 da Gae Aulenti e diventata un simbolo del design italiano che ha saputo resistere di generazione in generazione alle mode. Al salone la lampada è stata proposta con un’edizione a “tiratura” limitata: 50 esemplari con finitura dorata. Una lampada, forse non tutti lo sanno, amatissima dalla Francia dove se ne vendono circa 10mila esemplari l’anno. Emiliana Martinelli, presidente e direttore artistico dell’azienda, ha voluto festeggiare alla fiera di Milano l’altro 50entesimo di “famiglia”: la lampada Serpente disegnata da Elio Martinelli, anche questa prodotta in un’edizione limitata, con finiture dorate, destinata ai mercati esteri in prevalenza. L’azienda lucchese ha siglato un accordo con un noto designer libanese, Karim Rashid la cui lampada da tavolo è uno dei pezzi forti esposti al Salone. Martinelli Luce ha illuminato (con led) lo spazio dei giovani talenti per questa edizione del SaloneSatellite.

Fabio Ulivi della “Ulivi salotti” di Cascina

NUOVI MERCATI. Tra le aziende pisane produttrici di eccellenza c’è l’Ulivi di Cascina, fondata nel 1972, leader nella realizzazione di divani e poltrone. «Siamo abbastanza soddisfatti di questi primi giorni di fiera – dice Fabio Ulivi che insieme al fratello gestisce l’azienda fondata dal padre – gli operatori italiani ormai, lo sappiamo, sono sempre di meno e non ci puntiamo. Stiamo lavorando con nuovi mercati, con l’Egitto, gli Usa, il Brasile».

L’armadio-guardaroba da 90mila euro della Ceccotti Collezioni di Cascina di Franco Ceccotti

IL SUPER ARMADIO. A proposito di mobili-gioiello Ceccotti Collezioni di Cascina, di Franco Ceccotti, al Salone ha portato un armadio-guardaroba unico nel suo genere. L’azienda opera in una fascia di mercato alta, con particolare attenzione al pubblico internazionale. La nuova idea di casa Ceccotti è riprodotta negli spazi del Salone, con questo armadio da 90mila euro, dalle ante di pergamena, vera attrazione dello stand. Sarà prodotto in dieci esemplari. Tanto per avere un’idea: per realizzarlo occorrono, oltre a grandi abilità artigianali, dieci persone e una settimana di lavoro.

TOTAL LOOK. Raffinati tessuti e pregiate pelli, oltre ad una lavorazione impeccabile, caratterizza le proposte di Alivar, azienda di Tavarnelle Val di Pesa che presenta un progetto di arredamento per la casa “chiavi in mano”. Dal letto, quelli tessili sono una presenza importante della collezione, rivisitato rispetto al classico modello, soprattutto per la presenza di una testiera impunturata. Mobili sempre con una linea pulita e raffinata che li rende pezzi sempre attuali, fa notare uno degli agenti di commercio, Stefano Baroni.

SALOTTO TOSCANO. La folla dei visitatori, molti stranieri, è costante negli spazi espositivi di Edra, azienda di Perignano, che anche quest’anno ha rinnovato la collaborazione con i Saloni per la realizzazione della Red Lounge, area riservata realizzata dall’architetto Piero Mussi al Salone del Mobile di Milano. Un grande salotto dove giornalisti, architetti, designer e ospiti si incontrano sui divani Standard disegnati da Francesco Binfaré e sulla poltrona Sponge di Peter Traag. Edra è un’azienda con una storia a sé e ormai ampiamente conosciuta sui mercati internazionali. Il Salone, dicono, è un’occasione per incontrare clienti oltre che per presentare le novità.

Lorenzo Toncelli della “Toncelli Cucine” di Peccioli

CUCINA DA COCKTAIL. Restando in tema di eccellenze nella Valdera, Toncelli Cucine di Peccioli, marchio riconosciuto a livello internazionale per le sue cucine, è presente alla settimana del design, con una collaborazione al Fuorisalone e una manifestazione, Brasil S7A, che si protrarrà fino al primo mese dell’Expo 2015, negli ambienti dell’Università Statale di Milano. «Abbiamo deciso di partecipare – spiega Lorenzo Toncelli – con l’esposizione di una cucina a isola della collezione Progetto50 in cemento e legno solcato e della particolarissima colonna che racchiude in sé ogni più piccolo accorgimento dedicato ai cultori del cocktail, realizzata con intarsi degli artigiani di Anghiari».

UNICI ASSENTI, I RUSSI. Nei settori riservati al lusso e agli arredamenti classici, tutti intarsi e dorature, l’ideale per le ville dei magnati, i mobilieri di Ponsacco, affiliati nel consorzio Gimo, presentano il meglio delle loro proposte classiche ma anche pezzi nuovi, più moderni. Il consorzio festeggia al Salone il quarantesimo compleanno. «Anche se è presto per fare un bilancio – dice Donatella Turini, direttore del gruppo industrie del mobile che opera in Valdera – possiamo dire che quest’anno sono mancati gli operatori russi, che sono i nostri principali acquirenti. Sappiamo della crisi di quel Paese e da mesi ci stiamo facendo i conti. L’affluenza è più contenuta del previsto. Tuttavia le nostre aziende reagiranno alla crisi russa con nuovi prodotti che possano intercettare nuovi mercati».

Article source: http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2015/04/18/news/salone-del-mobile-armadi-luci-design-la-toscana-arreda-le-case-del-mondo-1.11259239

DS Automobiles: un racconto di design narrato nel cuore di Milano …

DS Automobiles – Citando lo scrittore francese Premio Nobel, Claude Simon: “Il reale non è né significante, né assurdo: semplicemente esiste.” Vive come la bellezza e l’eleganza, trasmesse da sguardi, opere, ingegno umano. Il marchio DS Automobiles appare un connubio di ognuno di questi aspetti, valorizzato nelle cornici milanesi di Palazzo Reale e Via della Spiga.

Al crepuscolo, Milano sembra avvolta da una magia, da colori, forme, attimi che rendono vitale ogni angolo. La città pullula di sguardi, e Piazza del Duomo diventa scenario di storie e passioni. Le guglie iniziano ad assumere i colori del tramonto e lo stesso accade a Palazzo Reale, man mano sempre più suggestivo mentre ci si avvicina.
All’improvviso compare una ragazza, diventa subito ispirazione di molti sguardi. Procede elegante verso la Citroën DS, parcheggiata all’interno dell’ampia corte interna. Inseguirla è qualcosa di istintivo e incontrollabile. Raggiunge la vettura, catturata dalle sue linee aerodinamiche che sposano innovazione e stile vintage. Un’eterea immagine esaltata dalle movenze di questo angelo biondo che le passeggia accanto. La chioma lucente, spinta da una leggera brezza, tinteggia d’oro il finestrino anteriore sinistro. Il suo vestito bianco e corto sfiora la carrozzeria color cappuccino, e poi prende dalla borsetta un rossetto, color rubino, e delicatamente si ritocca le labbra. Lo specchietto è testimone le suo bacio, così come l’obiettivo della macchina fotografica che inquadra quest’immagine di autentica bellezza.

La DS Pallas compare sulle foto, la ragazza invece resta stranamente prigioniera dell’aria. Le foto continuano a restituire la bellezza di quest’auto del 1964, dai dettagli cromati, l’elegante abitacolo, i fini particolari come i gruppi ottici supplementari che arricchiscono l’elaborata zona posteriore. Ogni movimento è una percezione unica di design, ogni sorriso restituito da lei la voglia di continuare a scattare all’infinito. Poi un suono, una distrazione, si guarda ovunque incrociando solo labirinti ignoti sperando di rivederla, e poi la si incrocia di nuovo nella corte di palazzo Reale, mentre la sera chiede spazio al giorno.

La ragazza esce dal porticato, solo pochi passi e la si nota mentre entra alla mostra “Design for Life” firmata da Elle Decor Italia. Un solo istante per pensare, prima di essere inondati da atmosfere calamitanti, da mondi di colori e stili che dipingono universi paralleli. Passare dagli Anni Settanta al Ventunesimo Secolo succede in un attimo, e questa intensità la si coglie anche dagli occhi color mare della ragazza. La ragazza della DS. Non ha nome, chiederlo sembra impossibile, fugge assecondata dal suo istinto che la rende spumeggiante di vitalità. Il design diventa protagonista in tutti i sensi con lei attorno, e l’eleganza DS offre altri spunti all’immaginazione, mentre lei si perde tra le stanze, si aggira silenziosa, sfuggendo ancora all’occhio della fotocamera e nascondendo la sua bellezza dietro quella delle immagini di Elle Decor, dietro questi attimi indimenticabili.
Scompare nuovamente, e la luce del giorno sempre più fioca annuncia che ormai è sera. Aiutata dai lampioni, dalle tante vetrine gialle, verdi, rosse, colorate di ogni sfumatura, la bellezza del centro città è esaltato in ogni tratto. Quella ragazza è comunque ancora vicina, si aggira senza incertezza, fornendo nuova bellezza allo scenario. Passeggia senza fretta, ed è il solito vitale istinto a suggerire di cercarla.

Corso Vittorio Emanuele, Piazza San Babila, Corso Venezia, ogni suo passo trasmette energia, e un movimento seducente sposta l’aria con eleganza. Gira per Via della Spiga e si ferma ancora. C’è un’altra DS ferma all’inizio del percorso. Una DS 21 Pallas caratterizzata da una tonalità celeste, che sembra imitare il cielo. Una vettura dotata di iniezione elettronica e datata 1971. Un’altra scultura che sfoggia fascino e raffinatezza, catturando lo sguardo di diversi passanti. Blocca anche lei, che la fotografa con il suo smartphone, resta attratta dalle sue forme aerodinamiche, dalla cura del design, proprio nella città che del design ha fatto un vanto.
Sulle foto continua a non comparire, e l’inspiegabile magia sforna costantemente enigmi su enigmi, mentre quell’angelica visione bionda inizia a percorrere la via e a danzare tra una vetrina e l’altra, coinvolta dalla musica che inonda la via da un vicino locale, diffondendosi anche tra i vicoli, i negozi e le finestre circostanti. Finisce Via della Spiga ed eccola di nuovo, di fronte a un’altra DS, ma stavolta è una attualissima DS 5. I fari Led Vision sembrano averla sedotta, la carrozzeria bianca sembra averla colpita, come farebbe una perla rara nell’imbrunire. Una perla che valorizzerebbe l’aspetto di qualsiasi donna, da sfoggiare a un invito galante o una serata glamour come questa. Finalmente parla, chiede dell’auto. Si tratta di una versione Hybrid4, una vettura 4×4 dotata di un motore ibrido composto da una unità diesel associata a un’altra elettrica. Una potenza complessiva di 200 cavalli, emissioni e consumi contenuti, quattro modalità di guida che prevedono: una Automatica, 4 ruote motrici, di cui le posteriori spinte da propulsione elettrica, Zero Emissioni e Sport. Dinamicità legata a uno stile curato e valorizzato da dettagli pregiati sia all’esterno che all’interno dell’abitacolo. La prosecuzione dello stile DS che assume una nuova forma e che in futuro continuerà ad essere esaltato anche da altri modelli. Un nuovo esempio dovrebbe comparire al prossimo Salone di Francoforte in programma a settembre. Sorride.

Il nome resta un mistero, non si fa in tempo a chiederlo che sparisce. Un sussurro di vento, una distrazione complice della noncuranza, si dissolvere ancora nello spazio. Il flash di una macchina fotografica ripropone la solita realtà, un ritorno salutato dallo sguardo curioso di due turisti che ammirano l’installazione della vettura. Una smorfia, una mano sulla testa a scompigliare i capelli, i passi che riprendono una strada già fatta con un po’ di nostalgia. È come se la bellezza abbia voluto giocare in questa serata, e non si può che restare affascinati da tutto questo.

18th aprile, 2015

Tag:, , , , ,

DS 5: Tutte le notizie

  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015
  • DS Automobiles - Evento Design for Life 17-04-2015

Articoli Correlati:

{{/each}}

Article source: http://www.motorionline.com/2015/04/18/ds-automobiles-un-racconto-di-design-narrato-nel-cuore-di-milano-foto-live/

Apple Watch ospite della Milano Design Week

L’Apple Watch ha mosso i suoi primi passi in Italia: la Milano Design Week ha ospitato uno degli eventi più attesi, ossia la presentazione al pubblico italiano di quello che si appresta a diventare il prossimo oggetto del desiderio della mela morsicata.

Apple Watch, ciao Italia

Apple Watch si è rivelato agli appassionati giunti presso i locali di uno dei ristoranti che orbitano nella galassia del noto chef Carlo Cracco. Un’ambientazione sobria e minimale e una grande ricchezza di dispositivi esposti hanno permesso di approcciare al meglio lo smartwatch di Cupertino, anche se è stato possibile solo indossarlo e non provarlo realmente. Su ogni unità disponibile, infatti, girava una demo in loop, tale per cui non è stato provarne alcuna funzionalità. Una scelta discutibile e probabilmente una delusione per i molti accorsi al primo incontro, ma tuttavia in linea con i tempi del device (non ancora disponibile sul mercato italiano) e con l’ambientazione prescelta (ove il design vuole avere priorità su tutto il resto).

Apple ha mostrato il proprio dispositivo nella sua totalità: le tre interpretazioni, Apple Watch Sport, Apple Watch e Apple Watch Edition, ognuna disponibile con cassa da 38 o 42 mm, tutte “vestite” con un’ampia varietà di cinturini intercambiabili. È stato possibile indossare però un solo modello, ossia Apple Watch con cinturino in cosiddetta maglia milanese (in doveroso omaggio alla Milano Design Week che ha ospitato l’evento). L’impressione che se ne ricava è di uno smartwatch leggero, con un comfort extra regalato dal cinturino super flessibile e così capace di adattarsi al polso di ognuno. Dal vivo si apprezza l’estetica ricercata ed elegante, con la scocca metallica (acciaio lucido per Apple Watch) arrotondata e bombata, e con un vetro in cristallo leggermente curvo che prosegue senza soluzione di continuità sullo chassis.

Sul lato destro sono posizionati i due tasti fisici, la corona e il tasto rapido, nelle dimensioni che ci si aspetta da un comune orologio da polso: nessuno strappo, insomma, rispetto ai canoni estetici consolidati relativi alla tradizione. Lo schermo, con display Retina ad altissima densità, restituisce immagini (ma soprattutto testi e icone) super dettagliati, rivelando anche un ottimo contrasto e una luminosità elevata, per consentire una lettura adeguata delle informazioni anche in condizioni di forte illuminazione.

Il retro di Apple Watch, nella zona di contatto sulla pelle, rivela i quattro LED – a infrarosso e luce naturale – che abilitano la misurazione di alcuni parametri biometrici relativi alla circolazione sanguigna, tra cui la frequenza del battito cardiaco. Impossibile andare a fondo nel primo approccio con il device su territorio italiano, appuntamento rimandato a data da destinarsi: Apple non ha infatti ancora comunicato quando il proprio smartwatch sarà introdotto sul mercato nostrano, mentre farà la sua comparsa in alcuni paesi selezionati a partire dal 24 aprile.

Article source: http://www.webnews.it/2015/04/18/apple-watch-milano-design-week/

Milano Design Award – Embrace

Frequenze del digitale terrestre

RepubblicaTV è visibile sul digitale terrestre, previa sintonizzazione del decoder o del televisore sul canale 50 della frequenza indicata sulla cartina.

* Nota: le provincie di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo sono servite dal CH 42, la provincia di Pesaro e Urbino è servita dal CH 54, la provincia di Ancona è servita al 90% dal CH 54 e per il restante 10% dal CH 42

In caso di difficoltà scrivete al nostro supporto tecnico.

×

Article source: http://video.repubblica.it/dossier/milano-design-award-2015/milano-design-award-embrace/198101/197142

Matteo Thun: «Design italiano? Proteggiamolo»

Ha vinto tre volte il compasso d’oro, progettato alcuni degli edifici più belli del mondo, è stato direttore artistico per Swatch e nel 2004 è stato inserito nella Interior hall of fame di New York.
Da 30 anni Matteo Thun è uno dei simboli dell’eccellenza dell’architettura e del design italiano.
CON SOTTSASS A 28 ANNI. Classe 1952, nel 1980 si è trasferito a Milano, dove ha iniziato a collaborare con Ettore Sottsass.
Quattro anni dopo ha fondato il proprio studio e da lì è cominciata una storia che l’ha portato a essere tra i più famosi e premiati architetti del mondo.
Nel 2012 uno studio condotto dall’Osservatorio giornalistico internazionale ‘Nathan il Saggio’ l’ha eletto il migliore d’Italia per la stampa estera, con il 18,5% di citazioni positive.
TRA I PIÙ ATTESI AL SALONE. Anche nel 2015, come tante altre volte, è presente al Salone internazionale del Mobile di Milano, giunto alla sua 54esima edizione nazionale, la 37esima internazionale.
«Una piazza che attira tantissimi professionisti e aziende da tutto il mondo», ma che vede nel Fuorisalone la sua «carta vincente».
A Lettera43.it ha spiegato come sta cambiando il design italiano, che resta ancora «un punto di riferimento», ma deve essere salvaguardato e conservato.

 

  • Matteo Thun, architetto e designer italiano. © ImagoEconomica

 

DOMANDA. Il design italiano è sempre stato un punto di riferimento mondiale. È ancora così?
RISPOSTA.
Sì, assieme al design nordico e alla raffinatezza del Giappone.
D. E questa condizione è destinata a durare per sempre?
R.
No, dobbiamo salvaguardare l’eccellenza del Made in Italy ora. Altrimenti la vedo difficile.
D. Come si protegge?
R.
Tutti noi siamo chiamati in causa: designer e architetti, industriali, piccoli artigiani. E, ovviamente, il consumatore o chiunque abbia la facoltà di scegliere il design italiano. Solo se tutti noi crediamo nel ‘fatto in Italia’ possiamo fare massa critica per resistere su un mercato sempre più globalizzato.
D. Cosa è cambiato negli ultimi 30 anni?
R.
Da aziende medio-piccole guidate da famiglie e padroni si è arrivati a una conduzione da parte di fondi di investimento o per lo meno da grandi gruppi industriali.
D. E questo cosa comporta?
R.
Se prima bastava che il grande padrone si appassionasse a un’idea per realizzarla, oggi è gente estranea al settore della cultura e dell’estetica a scegliere quali prodotti introdurre sul mercato, quali aspetti progettuali sacrificare per ottenere un prodotto abbordabile.
D. Un pericolo?
R.
Sì. È qui, nell’ambito dell’efficienza economica, che il design italiano sta rischiando di più. Cosa sarebbe la storia del design italiano se non ci fossero le grandi icone che sembravano non essere commercializzabili, ma che comunque ci hanno portato fama in tutto il mondo?
D. Le nuove tecnologie e internet hanno avuto un ruolo nella sua evoluzione?
R.
Stanno influenzando tantissimo il mondo del design. Anche se io personalmente ho il privilegio di poter stare fuori da molte di queste logiche del tutto nuove.
D. È un discorso che riguarda soprattutto i giovani?
R.
Sì, sono loro che devono riflettere sullo sharing dei progetti e quindi su una nuova visione della proprietà intellettuale. Ma hanno anche il piacere di svincolarsi dalle logiche della produzione industriale e di poter sperimentare canali di vendita del tutto nuovi e precedentemente non esistenti.
D. Quali sono le tendenze più recenti?
R.
Noto che c’è una forte volontà nei designer di impegnarsi nell’autoproduzione pur di potersi esprimere al meglio e in modo libero. Io stesso ho lanciato la mia collezione Matteo Thun Atelier, ideata con il mio collaboratore Benedetto Fasciana e realizzata con artigiani italiani di altissimo livello. In questa prima edizione esploriamo il mondo della ceramica e del vetro.
D. Che rapporto ha il design contemporaneo con la tradizione dell’artigianato?
R.
Nel momento in cui da un lato le grandi industrie delocalizzano la produzione all’estero e sono sempre meno aperte alla sperimentazione di nuovi linguaggi, i designer si legano maggiormente all’artigianato locale per poter accedere alla massima libertà espressiva e alla massima qualità di produzione e dei materiali.
D. C’è una particolare attenzione all’ecosostenibilità? In che modo si applica?
R.
È un tema recentemente molto strumentalizzato a livello di comunicazione. Per cui vale la pena analizzare nello specifico chi si impegna davvero e in che dimensione.
D. In che senso?
R.
L’ecosostenibilità dovrebbe riguardare l’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla provenienza locale e controllata dei materiali attraverso un risparmio energetico e di risorse in fase di produzione. Ma poi va considerato anche quanto longevo sia il prodotto in termini stilistici e qualitativi. E infine c’è lo smaltimento oppure la possibilità di riuso o di upcycling!
D. Quali sono i giovani designer più interessanti?
R.
Sono tantissimi… i più bravi fanno gruppo.
D. Lei è sulla breccia da 30 anni, ha vinto tanti premi e lavorato per numerose multinazionali. Come si resiste così a lungo ai massimi livelli? Come si fa a rinnovarsi sempre senza perdere il proprio stile? C’è un segreto?
R.
La curiosità nella vita quotidiana porta tantissimi stimoli. E poi vanno curate le proprie passioni per potersi rigenerare mentalmente e fisicamente. Penso che sia tutto qui il segreto.
D. Il Salone del Mobile di Milano continua a essere un appuntamento attesissimo. Che ruolo ha nel settore del design?
R. 
È una piazza trade che attira tantissimi professionisti e aziende da tutto il mondo. Il Fuorisalone come contorno apporta un grande valore culturale. Qui si vedono contaminazioni con la moda, l’arte e il food, tutti temi molto italiani. Penso che sia questa la carta vincente. È questo connubio che fa sì che il Salone del Mobile riesca a confermare il suo posizionamento di anno in anno: la città vive!
D. Cosa si aspetta da questa edizione?
R.
Che sia il bel preludio a un’Expo ancora più bella.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Article source: http://www.lettera43.it/cultura/matteo-thun-design-italiano-proteggiamolo_43675167096.htm

Groupon vi offre il Material Design (e non dovete manco pagarlo)

Lorenzo Quiroli18 aprile 2015

Groupon ha rilasciato un nuovo aggiornamento sul Play Store volto a riportare al passo con i tempi lo stile grafico dell’applicazione, con supporto completo a Lollipop e il suo Material Design, con anche una barra di ricerca in vista per semplificarci la vita. Ecco il changelog completo:

  • Look totalmente rinnovato, ispirato ad Android Lollipop
  • [Stati Uniti e Canada] Aggiornamento sezione I miei Groupon: vedi i tuoi regali o richiedi un rimborso direttamente dall’app.
  • [Irlanda] La sezione Vicino a te ti permette di trovare i deal in zona e visualizzarli su una mappa.
  • [Paesi Bassi] La barra di ricerca ti permette di trovare i deal più facilmente
  • Miglioramento delle prestazioni, correzione di errori vari e molto altro!

Purtroppo le altre novità sono esclusive per alcuni paesi, forse per una fase di testing prima del rollout globale. Non ci resta che lasciarvi con il badge per il download e con alcune immagini del nuovo design di Groupon su Android.

Google Play Badge






groupon material 6

Via: AndroidCentral

Article source: http://www.androidworld.it/2015/04/18/groupon-material-design-291731/