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orio canavese

 

Orio Canavese (Torino) –

 

In una cornice pittoresca, un paesaggio d’altri tempi, dove la natura generosa regala uno spettacolo sensoriale idilliaco, la grande passione ed amore di chi ci vive trasuda in ogni angolo.

Un percorso, particolare segnato da poesie che decantano tali bellezze, accompagna lungo tutta la strada che da valle arriva su, in mezzo ai boschi ed al meraviglioso Anfiteatro Morenico, la poesia di Giovanni Ponzetti, allieta turisti e curiosi.

Racconti e poesie, rimasti tesoro segreto per anni nei cassetti, divengono tesoro comune spinto dalla grande passione per la sua terra, a settembre 2006 quando la poesia “Parolededicata a Carlo Alberto Dalla Chiesa viene premiata ad un concorso nazionale in cui si commemora il generale assassinato dalla mafia.

Giovanni Ponzetti, inizia così una serie di successi, di riconoscimenti in concorsi nazionali:  “Microcosmi”, “Brumale”, “Forme della Terra”, ed un ricettario un pò particolare, una raccolta di antiche ricette inedite, raccolte da memorie storiche del canavese e dalla creatività dell’artista.

Di padella e di penna, un misto di cultura, tradizioni, dialetti e storia piemontese, arricchite da illustrazioni scaturite dalla fantasia di Linda Antonietti, un’artista locale.

Nel rispetto della tradizione dei ritrovamenti per caso, la storia di come l’autore, semplice cronista appassionato di cucina, sia venuto in possesso di questo antico ricettario, merita qualche piccola citazione d’assaggio.

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“Dicono fosse la casa di uno che chiamavano Duca, ël Duca ‘d Vermùnt, appassionato di vecchi libri e di cucina, un solitario; un uomo fuori dal tempo, un poco bizzarro…

Quando mi sono fermato, dopo aver regolarmente smarrito la strada, ho visto tra gli alberi un muro di mattoni rossi.

Nevischiava, turbinando tutto intorno, mentre una leggera bruma contornava gli alberi e lievi brividi di mistero circondavano la casa.

Ho camminato fin davanti al porticato d’ingresso poi mi sono fermato, incerto sul da farsi…

La curiosità mi fatto aprire la porta e mi sono ritrovato in quella che era la grande cucina.

Guardavo affascinato il maestoso camino annerito dal fumo e dagli aromi dei rosmarini: il trespolo con lo spiedo pareva avesse appena cucinato.

Sulla piattaia appoggiata al muro, c’era niente altro che polvere ma, sul pavimento, una cassa di legno con un coperchio posato di sbieco, sembrava aspettare qualcuno che ci guardasse dentro: si intravedevano fogli di carta e ne sollevai il coperchio”.

Da qui nascano ricette, particolari, divertenti come “le Acciughe al Verde“, piatto tipico piemontese.

Dunque ecco qui di seguito le regolari quantità di ingredienti per soddisfare quattro commensali dal giusto appetito:

il doppio della quinta parte di un chilo di Acciughe sotto sale

una non piccola manciata di prezzemolo

quattro grossi spicchi di aglio dal manto rosso

un peperoncino rosso

un piccolo bicchiere di aceto di vino bianco

olio delle olive in quantità che copra le acciughe poste nella loro terrina.

Si cominci dunque dall’inizio, lavando le acciughe con acqua e aceto eliminandovi lisca e codina, onde al dissalarle più meglio che si puote.

Indi le si asciughi e si provveda a dividerle in due parti.

Ciò fatto si deve tritare aglio e prezzemolo con il peperoncino insieme, usando molto più della metà dell’olio: sbattendo con delicata fermezza i quattro ingredienti si ottiene una salsina più liquida che spessa, e ciò è bene.

Si passi dunque ad accomodare in una terrina i filetti di acciuga, cospargendoli con la salsa testè preparata e avendo cura di comprimerli con delicata manualità, usando il dorso di una forchetta.

Terminata l’opera, ove le acciughe non fossero ben ricoperte dalla salsa, è concesso l’uso del restante olio per completare ammodo la pietanza.

Le Acciughe così preparate abbisognano di tempo per farsi più gustose, quindi, per cui si coprano con un piccolo telo di canapa e poi si attendano almeno due giornate prima di appropinquarsi al loro consumo.

Questo è solo un esempio, di una pubblicazione particolare e molto piacevole che presto sarà presentata al pubblico, promosso come il percorso di connubio tra poesia e natura fortemente voluto e progettato dal nostro grande autore Giovanni.

Seguiteci dunque, molto presto la nostra ricerca del sesto senso proseguirà in questo meraviglioso fiabesco paesino.


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