Su TalenTI, il maker locarnese Nicholas Andina e la sua nuova sfida con il marchio di mobili “andina”

Giovane, talentuoso e intraprendente, è il 29enne locarnese Nicholas Andina.

Dopo l’apprendistato, durante gli anni di lavoro come disegnatore metalcostruttore, un po’ per gioco e un po’ per curiosità, costruisce i primi mobili per alcuni amici. La passione per il design cresce a tal punto che Nicholas, nell’agosto di quest’anno, decide di trasformarla nel suo nuovo lavoro: nasce così andina, un marchio di mobili in acciaio grezzo, dal disegno unico e completamente made in Ticino.

Nicholas lancia però la sua nuova attività a Zurigo, città che ritiene molto aperta alle novità e con una grande affluenza di amanti di design.

In bocca al lupo al nostro talento per questo nuovo e stimolante progetto!

Quando è nata la tua passione per i mobili? E quando hai preso la decisione di buttarti in questa nuova avventura?

La mia passione per i mobili è nata diversi anni fa. Ho sempre coltivato un interesse generale per quello che riguarda il design e lo stile, negli anni poi, durante il mio lavoro come metalcostruttore, è capitato che alcuni amici mi chiedessero di costruirgli dei mobili. Lo stesso ho poi cominciato a fare anche per me stesso costruendone per il mio appartamento. In quel momento ho capito che potevo unire la mia personale passione per il design alle conoscenze artigianali che avevo appreso con la mia professione, creando qualcosa di unico.

I riscontri delle persone che vedevano i miei mobili erano molto positivi, quindi ho cominciato a maturare l’idea di poter trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio.

Ti definisci un maker. Che cosa significa esattamente?

Quello dei maker è un movimento che fonda le sue basi nella cultura del do it yourself, persone che creano qualcosa partendo da un interesse personale e lavorano per ampliare le proprie conoscenze al fine di migliorare sempre più le loro creazioni. Esistono maker in ogni campo, dall’informatica, all’artigianato, alla cucina. Per definizione sono persone che fanno, che creano.

Io mi reputo un maker perché creo mobili, senza però avere un background scolastico che mi ha insegnato a fare quello che faccio. L’ho imparato da me, e l’ho affinato sperimentando con le mie mani.

Sei nato in Ticino, dove hai concluso l’apprendistato di disegnatore metalcostruttore. A cosa è dovuta la tua scelta di aprire lo store andina a Zurigo?

Zurigo mi piace molto e la conosco abbastanza bene, è una grande città con tutti i benefici che questo comporta, come ad esempio il maggiore interesse nelle novità e il grande bacino d’utenza.

Oltre a questi fattori è stata anche la voglia di provare una nuova esperienza da un’altra parte che mi ha spinto a scegliere Zurigo per aprire il negozio.

andina è made in?

Made in Switzerland, o meglio, made in Ticino. L’officina in cui lavoro è in Ticino e i materiali che utilizzo per costruire i mobili, principalmente l’acciaio ma anche il legno e il vetro, provengono tutti da fornitori della regione.

Potresti descriverci il tuo processo creativo: da dove parti? A cosa t’ispiri? Come sviluppi le tue idee?

Il processo creativo comincia con l’idea iniziale, che normalmente disegno a mano oppure, per gli oggetti più particolari, con software dedicati. Questo mi aiuta ad avere una prima visione del mobile e capire se effettivamente l’idea di partenza merita di essere approfondita. Il passo successivo consiste nella costruzione di un prototipo che modifico fino a trovare la soluzione che mi soddisfa maggiormente.

Nel caso di mobili che combinano più materiali, come ad esempio il legno e il vetro, mi capita di chiedere un parere per la scelta del materiale o il tipo di lavorazione migliore.

Credo che l’ispirazione provenga da tutto ciò che ho assimilato nel tempo, magari anche inconsciamente, mentre coltivavo la mia passione per il design su riviste, libri, filmati, e in base al mio gusto personale.

Non avendo intrapreso una formazione in materia di design probabilmente il mio approccio alla realizzazione di un mobile è meno “scolastico” e più artistico.

A volte mi capita anche di realizzare dei mobili su specifica richiesta di un cliente, che magari ha in mente un’idea ma fatica a trovare qualcosa che lo soddisfi a pieno. In questo caso lo aiuto a sviluppare l’idea che più lo aggrada e, se è soddisfatto del progetto, allora realizzo il mobile su misura. È anche questo un processo molto interessante perché mi permette di lavorare a stretto contatto con i clienti.

Parlaci dell’acciaio, del perché della scelta di questo materiale e di cosa caratterizza i tuoi mobili.

La scelta dell’acciaio è chiaramente dovuta al fatto che è il materiale che conosco meglio e che sono in grado di lavorare nel modo migliore. Trovo che una profonda conoscenza del materiale sia fondamentale quando si vuole creare qualcosa di nuovo perché si riescono a sfruttare tutte le possibilità che quest’ultimo offre.

La particolarità principale dei miei mobili è l’utilizzo dell’acciaio grezzo, dove anche tutte le lavorazioni vengono lasciate a vista. Questo da allo stile dei mobili un’impronta industriale che diventa molto elegante quando, combinato con materiali più raffinati tipo il legno o il vetro, fa sì che non ci sia mai un mobile esattamente identico all’altro, creando così una preziosa unicità.

Dell’anteprima “collezione andina” sono stata colpita dal “supporto per bicicletta”. Da dove nasce l’idea?

Come detto, il mio interesse personale riguarda il design e lo stile in maniera molto ampia. Ho ad esempio seguito con interesse l’evoluzione che in questi ultimi anni ha avuto il mondo della bicicletta, grazie soprattutto alla scena fixed. Questo ha portato alla nascita di un vero e proprio culto della bicicletta e non è difficile vedere biciclette che sono dei veri e propri oggetti di design curati in ogni dettaglio.

Mi piaceva quindi l’idea di creare un supporto che rendesse il giusto tributo a questi oggetti, una sorta di piedistallo dove “parcheggiare” la propria bici in attesa del prossimo giro oppure da usare per appenderla alla parete come fosse un’opera in esposizione.

In che direzione stanno andando, secondo la tua esperienza, architettura e design?

Personalmente trovo che l’architettura stia andando sempre più nella direzione sbagliata. Specialmente in Ticino negli ultimi anni le nostre città si stanno riempiendo di enormi palazzi tutti uguali dove l’unico concetto di costruzione è quello della “poca spesa, tanta resa”, senza curare la bellezza o i dettagli di ciò che si costruisce.

Il mondo del design, invece, trovo che stia evolvendo molto e offrendo veramente tanto, anche grazie all’evoluzione delle tecnologie che permettono di sperimentare nuove cose molto interessanti.

Sogni di Nicholas e progetti per andina?

Il mio sogno è riuscire a dare solidità alla mia attività e fare in modo che diventi una realtà riconosciuta, così da darmi la possibilità di poter continuare anche in futuro a realizzare le mie creazioni.

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