23/09/2015 – L’American Hardwood Export Council partecipa al London Design Festival presentando quattro progetti alla fiera 100% Design.

The Invisible Store of Happiness, una scultura alta tre metri realizzata in acero e ciliegio americani, è un inno all’abilità nella lavorazione del legno; sarà esposta insieme a tre pezzi realizzati nell’ambito del progetto The Wish List che l’AHEC ha presentato al Victoria and Albert Museum durante il London Design Festival dell’anno scorso. I tre pezzi sono Getting Away From It All, A Stool for the Kitchen e Ve-sel, e vengono esposti in quanto prodotti finalisti del concorso inglese The Wood Awards 2015 nella categoria design del prodotto. 

THE INVISIBLE STORE OF HAPPINESS
The Invisible Store of Happiness, già esposto alla Clerkenwell Design Week 2015, è nato dalla collaborazione di due fra i più brillanti talenti inglesi – il designer e produttore di mobili Sebastian Cox e la scultrice Laura Ellen Bacon – che hanno condiviso le loro idee e le loro abilità per creare l’installazione che è stata presentata a Londra, sotto l’arcata che fronteggia lo storico museo dell’Ordine di St. John, nel maggio scorso.

 

L’installazione consiste in una grande struttura in legno di ciliegio americano curvato a vapore dalla quale si dipartono strisce di legno più sottili e pieghevoli che vengono sagomate in modo da scorrere in un vortice di texture e forme. 

Sebastian Cox ha ideato il progetto e, spinto dal suo crescente interesse per l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA), lo ha proposto all’AHEC. Cox è conosciuto soprattutto per la produzione di mobili con utilizzo di legno proveniente dalle foreste inglesi gestite in modo sostenibile, ma era molto interessato alla ricerca che da tempo l’AHEC sta conducendo sulla LCA e per questo si è rivolto a David Venables, direttore europeo dell’AHEC. Ha poi chiesto a Laura Ellen Bacon, di cui conosceva le poetiche sculture in legno di salice, di unirsi a lui in questo progetto.

 

“L’eredità che ci ha lasciato questo progetto consiste nella più profonda comprensione che oggi abbiamo delle specie di latifoglie che sono state usate, il ciliegio e l’acero americani. Con questo esperimento abbiamo raccolto dei dati che giocheranno un ruolo chiave nel definire il futuro del life cycle assessment in un mondo in cui sarà necessario spiegare in modo trasparente l’impatto dei materiali utilizzati” dice Venables.  

“E’ per noi fonte di grande orgoglio l’aver superato il primo stadio della determinazione del profilo ambientale di qualunque prodotto o progetto potendo calcolare qual è l’impatto del nostro materiale legno”.

Laura Ellen Bacon dice: “Avendo lavorato a questo progetto fin dall’inizio con Sebastian, ho imparato velocemente. Partendo da una pagina bianca, il susseguirsi di lavoro progettuale e di tentativi di realizzazione con il legno ci ha guidati in un percorso di scoperta basato sul materiale.

 

Ho imparato nuove texture nella curvatura; pensare in un “nuovo” materiale, sentire le sue venature e stabilire come posizionarlo in base all’estetica e alla purezza strutturale ci ha condotto in nuove dimensioni.

Essendo completamente nuova all’uso del legno di latifoglia, ho imparato che la poesia e la delicatezza di idee originali possono essere catturate e trattenute all’interno di una struttura in legno di latifoglie americano, proprio come abbiamo inteso fare noi nel nostro “Invisible Store”.

Dice Sebastian Cox: “Questo progetto mi ha dato l’opportunità di connettermi veramente col legno, il mio materiale, e sperimentarne i limiti. Come le persone che lavorano con me, i miei macchinari e io stesso, quando produco mobili non sono sempre in grado di mettere veramente alla prova il mio materiale, ma l’Invisible Store è stata una realizzazione così sperimentale che mi ha permesso di provare il ciliegio e l’acero americani, trovare i limiti di queste specie legnose e cercare di superarli.”

 

“Nel caso dei mobili, si disegnano e producono pezzi senza neppure sapere dove andranno a finire. Questo lavoro con Laura mi ha permesso di sperimentare cosa significhi progettare qualcosa per uno spazio specifico.”

PRODUZIONE DELL’INVISIBLE STORE OF HAPPINESS
L’acero e il ciliegio sono stati sagomati in una cornice di forma ellittica che mostra un’impeccabile lavorazione su larga scala costituita da grandi archi in legno di ciliegio curvato a vapore, connessi fra di loro a mano con giunzioni quasi completamente prive di colla. 
Con una complessa lavorazione a macchina i componenti di questa struttura solida sono stati tagliati a strisce e poi resi flessibili mediante immersione nell’acqua del Tamigi, che scorre sul retro della falegnameria di Sebastian Cox a Woolwich, quartiere a sud est di Londra. 
Le strisce sono state energicamente manipolate a mano, ruotandole nello spazio per creare un vortice di forme e texture, e sono trattenute dalla solida struttura esterna dell’installazione dalla quale si dipartono.  

THE WISH LIST – WOOD AWARDS
The Wish List è un progetto unico che vede la collaborazione di alcuni fra i nomi più conosciuti del design internazionale e giovani designer emergenti, messo insieme dall’American Hardwood Export Council (AHEC) e da Benchmark Furniture per creare una mostra di grande impatto che è stata esposta al Victoria and Albert Museum durante il London Design Festival del 2014. Tre di questi pezzi sono ora nell’elenco dei finalisti del premio The Wood Awards 2015.

Sir Terence Conrad, cofondatore di Benchmark, è stato l’ispiratore del progetto quando ha scritto ai suoi amici chiedendo loro: “Che cosa avresti sempre voluto in casa tua ma non sei mai riuscito a trovare?” Da una domanda così generica non poteva che nascere una straordinaria varietà di risposte; la sfida è stata quella di produrre ognuno degli oggetti desiderati in un unico materiale, il legno di latifoglie americane.  

GETTING AWAY FROM IT ALL
Sir Terence Conran ha chiesto al designer Sebastian Cox di creare per il suo ufficio una “scrivania simile a un bozzolo” in quercia rossa e ciliegio, uno spazio dove poter lavorare senza distrazioni, con tutto il necessario a portata di mano. “Mi piace l’idea di potermi ritirare dal mondo per disegnare o scrivere felicemente in beata solitudine” afferma. “E questo mi risparmierà di dover andare nella mia serra, che è attualmente il mio luogo preferito per godere di un attimo di tranquillità.” Ma perché questo gigante del design non realizza da sè il suo desiderio? “Pur avendo fatto occasionalmente personalizzare alcuni pezzi,” afferma Conran, “non ho mai avuto neppure una volta l’opportunità di disegnare qualcosa puramente ed egoisticamente per me stesso.” 
In merito alla richiesta di Conran di avere una scrivania, Sebastian ha detto: “E’ uno spazio dove Terence può lavorare senza distrazioni, una scrivania simile a un bozzolo con armadi tutt’intorno, uno spazio per pensare in maniera creativa senza essere distratti.” Eppure costruirlo in quercia rossa, ciliegio e frassino ha richiesto più che un pensiero creativo, e tanta abilità. Le liste di quercia rossa da 2 mm che Cox ha scelto per i pannelli curvi hanno dovuto essere lasciate a imbibire in un torrente che attraversa la proprietà di Benchmark prima di poter essere sufficientemente flessuose da essere intrecciate. Successivamente Cox le ha finite con un decolorante per conferire più luminosità al loro aspetto secondo le specifiche di Conran.

 

Per l’alzata avvolgibile della scrivania, Cox ha unito i pezzi di legno massello meccanicamente, quindi ha costruito un cassetto per nascondere il meccanismo. “E’ stata la cosa più avanzata, intricata e stimolante che abbia mai fatto,” spiega, “ma quante volte ti capita l’opportunità di progettare qualcosa per una persona così importante  nel tuo lavoro?” Dal canto suo, Conran afferma, “Faccio mobili da 60 anni, eppure riesco ancora a imparare da Sebastian.”

A STOOL FOR THE KITCHEN – Uno sgabello per la cucina
Alison Brooks voleva un oggetto che non solo potesse possedere, ma anche mettere in produzione. Così chiede a Felix de Pass uno sgabello per la sua cucina che possa servire in tanti ambienti diversi. “Gli sgabelli,” afferma, “sono sempre le sedie più popolari in una casa e sono dinamici, perché sedersi su uno sgabello implica la temporaneità dell’azione, senza alcun impegno a rimanere. Non sono mai riuscita a trovare uno sgabello da cucina davvero bello e appropriato, dell’altezza giusta per un bancone da cucina.” Alison sceglie il ciliegio, un legno che considera poco apprezzato e che sua madre collezionava durante la sua infanzia in Canada. “Il ciliegio ha una fibra diritta con molto carattere. Il colore si scurisce e diventa più ricco nel tempo fino a raggiungere un’incredibile tonalità terra d’ombra bruciata,” aggiunge. 

 

Lo sgabello è costituito da seduta e colonna in ciliegio che de Pass ha curvato a vapore per ottenere le tre gambe. Con l’aiuto di Benchmark, ha poi studiato come attaccare il poggia-piedi in acciaio inox, o “corona”, optando, alla fine, per tre discrete barre in metallo. La Brooks ha quindi aiutato il giovane designer ad affinare la seduta trasformandola in un disco leggero che diventa più solido quando si appoggia alla base.

VES-EL
Il desiderio di Zaha Hadid era semplice, genericamente “articoli per la tavola”. Gareth Neal affronta il progetto pensando alla natura fluida del lavoro della Hadid, tuttavia affiancandolo alla dinamicità dell’elemento funzionale: nasce così l’idea di una caraffa per l’acqua. Invitato a lavorare nello studio della Hadid insieme al suo team di design, e sfruttando il software aziendale di progettazione per creare il recipiente, concepisce l’idea di estrudere la forma lungo uno dei suoi assi con un’apertura a taglio all’estremità che permettesse di guardare all’interno di uno “spazio simile a una cattedrale”.

 

Benchmark ha dovuto aggiornare il suo software CNC per ottenere la complicata forma dei recipienti, che Neal ha costruito in due metà teoricamente identiche, ma che, in effetti, non lo erano proprio: questo particolare è così diventato il “marchio di fabbrica” del prodotto. Nella lavorazione si sono venute a creare scanalature simili a quelle create dal pollice di un vasaio. Neal e la Hadid hanno concordato di tenere un recipiente in tonalità naturale, mentre l’altro doveva essere ebanizzato. Sean Sutcliffe commenta i risultati: “Gestisco la mia falegnameria da 32 anni, ma questa è la cosa più significativa che abbiamo mai fatto.” Gareth Neal aggiunge: “Spero che i pezzi trasmettano nel design un senso di artigianalità robotica, mettendo così in dubbio le idee di chi li guarda su abilità e artigianalità”.