Polemica su Expo

Design trascurato dal Comune

Guglielmi: assurda la scelta di aumentarci la tassa sul suolo. I costruttori: non siamo coinvolti. L’ad Sala: abbiamo bisogno di voi

Carlo Guglielmi (Fotogramma)Carlo Guglielmi (Fotogramma)

Qualche risposta, alla fine, arrivata. Dopo giorni di borbottii, di accuse neanche troppo velate, dopo la doppia dolance di Carlo Guglielmi e di Giulio Cappellini sul Salone del Mobile per nulla coinvolto in Expo e poco aiutato dal Comune, le istituzioni hanno cominciato a farsi avanti. A partire da Giuseppe Sala, ad di Expo: In realt siamo noi ad aver bisogno di loro. Da parte nostra c’ la totale disponibilit al dialogo e ad accogliere ogni buon suggerimento. Ma le ruggini restano.

Le rimostranze del settore dopo una settimana record che ha portato in citt 500 mila persone, 17 milioni di euro per aperitivi e cene, 18 milioni di shopping e un totale di circa 140 milioni di euro (dati della Camera di Commercio di Monza). Carlo Guglielmi, presidente di Cosmit, e il talent scout Giulio Cappellini sono stati chiari: Alcune decisioni dell’amministrazione ci hanno lasciati perplessi: dall’organizzare la maratona proprio nel giorno in cui dovevamo allestire la manifestazione (tra stand, padiglioni della fiera, mostre collaterali) fino a farci pagare una tassa per l’occupazione del suolo pubblico a dir poco folle. E ancora: Gradiremmo pi efficienza nei servizi. E gli hotel sono troppo cari.
Le esigenze del design, la vita della citt. Il primo a rispondere Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo, che ieri ha fatto sapere: Quella del Salone stata sicuramente un’esperienza positiva, siamo disponibili al confronto con il settore dell’arredo, le nostre porte sono sempre aperte.
Primi passi. Anche se ieri sera Carlo Guglielmi registrava un dato: Non mi ha chiamato nessuno. E se l’uomo della Cosap, l’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, non rilascia dichiarazioni sul tema, l’unico – in Comune – a commentare la settimana del design l’assessore alla Cultura, Stefano Boeri, pubblicamente elogiato dai capitani del mobile come paladino del settore: stata una manifestazione incredibile, internazionale, una boccata di ossigeno soprattutto per un territorio come la Lombardia che ha 6.200 imprese nella filiera del mobile. Boeri non si sottrae alle critiche all’amministrazione: La mia idea che durante la Fiera del design – ma questo vale anche per Expo e la moda – lo spazio pubblico debba agevolare, non rendere pi difficile, la messa in scena dei talenti. La citt deve essere un luogo amico, ospitale. Messaggio al collega D’Alfonso: L’importante che cultura e commercio considerino che stanno dando un servizio. Conclusione: Milano deve tornare a essere una citt aperta. E soddisfazione: Il governo ci sta guardando: la visita al Salone del premier Monti e di due ministri e l’attenzione di Ornaghi per Scala e Brera ce lo continuano a dimostrare. Un po’ seccato invece Alberto Sangregorio, presidente degli albergatori: Le nostre tariffe vengono stabilite con un anno di anticipo, non spremiamo il cliente. Anzi, nostro interesse che torni da noi. Forse qualcuno non lo ha ancora capito.
Annachiara Sacchi

Annachiara Sacchi24 aprile 2012 | 10:31 RIPRODUZIONE RISERVATA